Lavori Pubblici

Il Cresme lancia l'allarme sul Facility: «Iniziata la decrescita», Abi: «Standard di qualità basso»

Massimo Frontera

Il Cresme registra una netta contrazione del mercato del facility management, cioè dei servizi legati agli immobili. Nei primi 10 mesi del 2013, il trend delle gare è in flessione sia negli importi a base di gara (-7%) sia nel numero di avvisi (-3,6%) rispetto allo stesso periodo dell'anno prima

Il mercato pubblico dei servizi agli immobili ha ingranato la retromarcia. L'allarme arriva dal Cresme, l'autorevole centro studi sul mondo delle costruzioni. «Nei primi 10 mesi del 2013 - riferisce l'amministratore delegato del Cresme, Lorenzo Bellicini - le gare pubbliche hanno fatto registrare una contrazione del 7% in valore, passando da 28,5 miliardi di importi messi a gara tra gennaio e ottobre 2012 ai 26,5 miliardi dello stesso periodo di quest'anno». Il significato della contrazione, spiega il Cresme, va oltre il semplice dato numerico. Non si tratta solo di una conseguenza della crisi. A entrare in crisi sembra essere il cuore del facility management, cioè l'aggregazione dei servizi in modo da ottenere dal salto di scala efficienza e risparmio economico. Non è andata così. «Messo sotto stress dalla crisi - segnala Bellicini - questo mercato sta mostrando la sua debolezza: questa risposta alle situazioni difficili e complesse non si è dimostrata soddisfacente per la committenza». «La prova - aggiunge Bellicini - è che si sta assistendo a un ritorno al mono-servizio rispetto all'appalto multiservizi».

L'analisi del Cresme rappresenta un "assaggio" del rapporto completo sul mercato del Facility management che verrà reso noto a gennaio. L'occasione per anticipare questi elementi è stato il convegno sul Facility organizzato ieri nella sede dell'Abi, l'associazione bancaria italiana.

Mentre il mercato pubblico scricchiola, alcuni settori del mercato privato mostrano interesse crescente. Il mondo bancario è tra questi, anche se finora non appare soddisfatto. «In Italia non abbiamo trovato i vantaggi che abbiamo ottenuto all'estero - dice senza peli sulla lingua Paolo Gencarelli, responsabile acquisti real estate di Unicredit -: in Germania abbiamo mille sedi e un solo gestore, in Austria abbiamo 350 sedi e un solo gestore; in Italia abbiamo circa 4.500 sedi e 22 gestori, e non riusciamo a scendere sotto questo numero».Di più: «In Italia non troviamo la qualità che cerchiamo e che sia confrontabile a gli standard che otteniamo all'estero». Stessa musica per un altro big del settore. «Siamo passati dal global service alla monofornitura - dice Antonino Marino, direttore immobiliare Bnl-Bnp Paribas -: Il sistema del facility che ha puntato sui subappalti non ha generato qualità: i migliori operatori che ci hanno dimostrato qualità sono le singole piccole aziende».

Stando a sentire i big del credito, il facility sembra veramente che abbia ingranato la retromarcia. «Il segnale è che stiamo tornando indietro – ribadisce Bellicini –: i primi mesi del 2014 saranno decisivi e strategici per capire dove sta andando il settore».

La buona notizia, come si diceva, è che il mondo bancario sta valutando con attenzione il mercato. L'Abi sta conducendo, in collaborazione con le imprese associate un'approfondita valutazione del patrimonio immobiliare (tra sedi istituzionali e sedi operative con sportelli) segmentando anche il tipo di fabbisogno desiderato e l'attuale costo di manutenzione, in modo da individuare un percorso di efficienza e ottimizzazione che i grossi operatori hanno già avviato.

L'analisi, in corso a cura della struttura Ossif, guidata da Marco Iaconis, viene condotta su un capione qualificato di quasi 13mila immobili per 9,4 milioni di metri quadrati (pari al 72% degli sportelli in Italia). E c'è già una nuova frontiera: «Non usiamo quasi più la parola facility management – confida Gencarelli di Unicredit –: preferiamo ragionare sullo "space planning": la vera rivoluzione per noi è quella di ottimizzare gli spazi esistenti e cambiare il modo di lavorare».

Leggi le slides dell'intervento di Daniele Di Fausto, general manager di eFM (link )

Leggi le slides dell'intervento di Marco Iaconis (Abi) (link )

Leggi le slides dell'intervento di Paolo Gencarelli (Unicredit) (link )

Leggi le slides dell'intervento di Stefano Valentini (Novigos) (link )

Leggi le slides dell'intervento di Mauro Maggiolini (Tecnologie Informatiche) (link )


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