Lavori Pubblici

Il «risveglio» i contratti d'area: in arrivo le indicazioni del Mise per presentare progetti di infrastrutture

Massimo Frontera

Dopo anni di stasi e di proroghe, sembra essere la volta buona per gli interventi infrastrutturali nell'ambito di patti territoriali e contratti d'area. Dal 15 gennaio si potranno chiedere i finanziamenti ed entro il 10 gennaio, assicurano fonti del ministero dello Sviluppo, verranno rese note le modalità per presentare i progetti

Escono dal letargo i contratti d'area, i programmi gestiti dal ministero dello Sviluppo finalizzati a migliorare le condizioni economiche e occupazionali attraverso un'intesa tra amministrazioni, imprese e sindacati. Il dicastero guidato dal ministro Flavio Zanonato ha comunicato la nuova finestra temporale, prorogata più volte, per presentare i progetti: dal 15 gennaio e il 31 maggio 2014. È questa volta l'intenzione è di non consentire altre proroghe. Fonti del ministero dello Sviluppo confermano che entro il 10 gennaio sarà diramata l'annunciata circolare con la quale vengono specificate le modalità «aggiornate» per la presentazione dei progetti delle infrastrutture da realizzare all'intero degli ambiti oggetto dei patti territoriali e dei contratti d'area.

A partire dal 15 gennaio e fino al 31 maggio, si legge nella comunicazione a cura della direzione per l'Incentivazione delle attività imprenditoriali (dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione), «potranno presentare domanda di finanziamento per interventi infrastrutturali i soggetti responsabili e i responsabili unici già in possesso del decreto di autorizzazione, nonché coloro per cui sarà emanato un eventuale nuovo decreto di autorizzazione alla rimodulazione delle risorse in base all'esito delle verifiche attualmente in corso, sia in termini di merito che di disponibilità finanziarie». Ci sarà dunque spazio per nuove imprese in graduatoria, che beneficeranno dei definanziamenti agli operatori che, a seguito di verifiche, sono risultati non in linea con i requisiti fissati.

«L'opportunità e interessante e attesa da tempo - confermano fonti dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili - anche se i cantieri non saranno immediati, perché a partire dalla fine di maggio, cioè alla chiusura della scadenza, ci vorranno poi almeno quattro mesi per fare la valutazione dei progetti».

In base ai criteri già definiti, possono essere finanziati «i progetti di infrastrutture materiali per mezzo della realizzazione di opere, nonché lavori di adeguamento e di completamento di opere pubbliche esistenti». Sono ammissibili al finanziamento anche «i progetti di infrastrutture immateriali consistenti in reti tecnologiche ed organizzative stabile e permanenti». Nell'ambito del la procedura di appalto è consentita la variante in corso d'opera. «L'utilizzo del ribasso d'asta - si legge in una precedente circolare del 2012 - è autorizzato preliminarmente». ««Detto ribasso - si aggiunge - dovrà risultare funzionale alla esclusiva copertura della variante in corso d'opera».

In base alle più recenti comunicazioni del dicastero di Via Veneto, potranno essere immediatamente finanziati progetti per 116 milioni relativi a patti territoriali e a 46 milioni per i contratti d'area, progetti che riguardano sia a infrastrutture materiali, sia a infrastrutture immateriali.


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