Lavori Pubblici

Tem verso il closing, sono sempre Bei e CdP i cavalieri bianchi del finanziamento

Massimiliano Carbonaro

Il credit crunch e Basilea 3 impediscono alle banche private di sostenere i project financing , e così per salvare i grandi progetti scende di nuovo in campo il tandem di banche para-pubbliche

TEM (tangenziale esterna Milano in project financing) si avvia a grandissimi passi verso il closing finanziario, previsto subito prima di Natale. Sarà utilizzata la stessa struttura finanziaria utilizzata per la Brebemi nel marzo scorso , cioè con l'impegno più consistente assunto dalla Banca Europea degli investimenti (Bei) e da Cassa depositi e Prestiti (CdP), mentre il ruolo delle banche private sarà solo per la quota di finanziamento di breve periodo, l'Iva. In gioco c'è una autostrada in project financing con una concessione di 50 anni e un costo compreso gli oneri di 2,160 miliardi di euro.

Lo schema che si ripete evidenzia ancora una volta che per fare finanziamenti in Pf in questo momento in Italia, con impegno finanziario di lungo periodo, è necessario l'intervento degli istituti bancari di matrice pubblica o para pubblica come appunto Bei e CdP. L'unica vera differenza con la Brebemi, è nel caso di Tem l'assenza di Sace per la garanzia sul finanziamento perché direttamente sarà lo stesso Stato che garantirà per la restituzione del prestito a Bei: un modo di procedere che in Tem spiegano «non avrà ricadute dal punto di vista finanziario, mentre la garanzia di Sace un minimo sarebbe costata».

Nel dettaglio l'operazione Tem è articolata con un'equity da 580 milioni (465 milioni di capitale sociale versato e 115 milioni di prestito subordinato) più un finanziamento pubblico da 330 milioni di euro frutto del finanziamento ottenuto grazie al Decreto del Fare, che però prevedeva come improrogabile clausola di arrivare al raggiungimento del closing finanziario entro il 31 dicembre di questo 2013. Il resto del piano finanziario vede il prestito bullet di lunga scadenza coperto attraverso 975 milioni di euro in capo a Bei e Cdp che si spartiscono l'impegno in questo modo: 500 milioni sono della provvista della Banca europea direttamente, più altri 200 milioni di Bei intermediati attraverso altre banche, 125 milioni sono invece di CdP e 150 milioni arrivano da CdP attraverso l'intermediazione della raccolta postale. A completare il tutto c'è il ruolo appunto delle banche commerciali che mettono sul tavolo 275 milioni di euro per il finanziamento a breve termine.

Nei giorni scorsi CdP ha ufficializzato i dettagli del suo impegno, mentre Bei delibererà la sua partecipazione il prossimo 18 dicembre, intanto in Tem si sta approntando di gran carriera tutto per siglare il closing prima della scadenza fissata dal ministro Maurizio Lupi nel concedere i 330 milioni a fondo perduto.

A completare questo scenario acuendo il ritmico scandire delle tempistiche, Tem ha superato anche un difficile aumento di capitale per raggiungere l'equity da 465 milioni che ha rivoluzionato gli equilibri societari dando quella solidità e credibilità che la Bei aveva chiesto per impegnarsi a sua volta. In pratica si è passati da una società dove i principali azionisti erano con il 42,4% Tangenziali Esterne spa poi il pool di costruttori (Impregilo, Pizzarotti, Coopsette CMB) che raccoglievano il 36,22% insieme. Ora invece la nuova autostrada è controllata dal Gruppo Gavio che ha fatto incetta dell'inoptato sia dentro TE sia dentro la stessa società concessionaria così TE è salita al 47,7% con al suo interno come principali azionisti al 32% Satap del Gruppo Gavio più Sias all'8% sempre del Gruppo Gavio affiancati al 17,5% da Intesa San Paolo, mentre il resto degli azionisti della società autostradale vede l'uscita di scena di Impregilo e sempre Sias al 7,4% ribadendo il ruolo del gruppo di Tortona dentro la concessionaria.


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