Lavori Pubblici

Palermo, il Comune cerca investitori privati per trasformare l'area ex Fiera

Alessandro Arona

Centro congressi, edifici pubblici, un parco, centri commerciali e un albergo al posto dei capannoni abbandonati su 88mila mq di superficie - Alcune correzioni al bando, scadenza confermata al 26 febbraio

Il Comune di Palermo cerca investitori privati per trasformare radicalmente l'area da 88mila metri quadrati dell'ex Fiera del Mediterraneo, da anni abbandonata e degradata, facendone un nuovo centro congressuale, commerciale e ricettivo aperto alla città, con un parco urbano di almeno 26.500 mq e spazi per l'amministrazione. L'obiettivo del Comune è un investimento a totale carico del privato, che avrebbe in cambio la possibilità di sviluppare destinazioni private, come commercio, centro congressi, albergo, con concessione pluriennale su aree di proprietà del Comune.
Non esiste al momento una stima dell'investimento, ma siamo certamemte sopra i 100 milioni di euro.

L'avviso per la ricerca di proposte private (una sorta di ricerca di mercato per poi attivare la procedura di cui all'articolo 153 comma 19 del Codice appalti, Dlgs 163/2006: Finanza di progetto, proposte private per opere non previste nella programmazione dell'ente) è stato pubblicato nel giugno scorso, con scadenza per le offerte il 26 febbraio 2014, ma nei giorni scorsi il Comune lo ha ripubblicato con alcune modifiche, confermando la scadenza del 26 febbraio 2014.

«Dovevamo precisare meglio un paio di questioni - ci spiega l'assessore all'Urbanistica e Infrastrutture Tullio Giuffrè - emerse con i quesiti al bando». «In particolare - aggiunge - si è chiarito che l'albergo non è obbligatorio, ma solo una possibilità; e che il centro congressi non deve avere almeno 40mila posti, ma fra 3 e 4mila posti. Per il resto l'operazione resta confermata nel suo impianto generale».
Avete segnali dal mercato? «L'attenzione c'è - risponde Giuffrè - sia da parte della stampa locale che in termini di interesse da parte di operatori privati e di sopralluoghi chiesti all'area. Non so dire però se questo interesse si trasformerà in proposte concrete depositate entro la scadenza».

In base all'avviso attuale, dunque, pubblicato nei giorni scorsi, le eventuali proposte dei privati (devono avere il progetto preliminare, il piano economico-finanziario e la bozza di convenzione con il Comune) devono prevedere:
«un Polo Multifunzionale che contempli almeno:
1) una sala da 3.000 a 4000 posti eventualmente compartimentabile e/o sale di minore
capienza» (si intende il centro congressi);
«2) meeting-point per 100 posti per le attività istituzionali dell'Amministrazione
comunale;
3) aree di parcheggio, anche interrate, adeguate alla dotazione dell'intervento;
4) spazi per attività collaterali (espositive, ristorative, commerciali e intrattenimento),
per non oltre il 25% della superficie calpestabile lorda complessiva;
5) un ampio parco urbano di libero accesso di superficie non inferiore al 30% della
superficie complessiva dell'area;
- l'autofinanziabilità dell'intervento, da realizzare e gestire con sole risorse private, in
assenza di misure compensative e/o perequative, con i soli rientri di gestione.
- è possibile prevedere strutture ricettive purché, nel caso siano previste, con non oltre 250
posti letto con standard di categoria elevata (pari o superiore a cinque stelle)».

La Fiera del Mediterraneo di Palermo sorge alle pendici del Monte Pellegrino e risale nella sua prima struttura al 1949, modificata e ampliata negli anni '50, '60 e '70, per poi subire un lento declino, nell'utilizzo e nell'impianto edilizio-urbanistico, fino alla chiusura definitiva nel 2009. Attualmente solo alcuni padiglioni sono utilizzati dall'Amministrazione comunale, che dal 24/7/2012 ha riacquisito la piena disponibilità di tutta l'area (88.585 mq di superficie complessiva), ora iscritta nel Demanio comunale e dunque inalienabile.
L'obiettivo della Giunta di Leoluca Orlando è infatti non di vendere l'area, ma di darla in concessione per un lungo periodo (da definire) a soggetti privati per realizzare senza alcun esborso pubblico la radicale trasformazione urbanistica dell'area (nella relazione si dice di «prediligere soluzioni di radicale risttrutturazione urbanistica, con demolizione di tutti o gran parte degli edifici esistenti», e conseguente possibilità di addensamento del costruito, con ampi spazi a verde). La contropartita per il privato è chiaramente la possibilità di realizzare il centro congressi e spazi commerciali, ricreativi, ricettivi.

L'amministrazione vuole sondare il mercato, dunque nell'avviso si lascia ampia possibilità ai privati di definire il mix giusto, sulla base dei parametri indicati sopra e sulla base di alcuni "paletti" urbanistici, indicati nella relazione (sull'area, una volta definito il progetto, dovrà poi essere fatta la variante al Prg): superficie coperta dei nuovi fabbricati al massimo 19.757 mq, superficie a verde di almeno 26.598 mq, volumetria massima 186.186 mc, rapporto di copertura (edificato/area totale) del 22%.

In base alla legge, dopo la presentazione delle proposte il Comune avrà tre mesi di tempo per valutarle, se ritiene, di pubblico interesse. A quel punto potrà anche chiedere al privato modifiche al progetto, che se accettate porteranno all'approvazione del medesimo e alla pubblicazione di una gara "fase 2" per trovare eventuali altre offerte migliorative, su quel progetto. Alla fine il promotore iniziale avrà comunque "diritto di prelazione", potrà cioè risultare aggiudicatario della concessione adeguandosi all'offerta migliore uscita dalla gara.


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