Lavori Pubblici

Adr si prepara al potenziamento degli scali lanciando bond da 650 milioni

Laura Serafini

Approvata prima tranche di 650 milioni di euro (su un programma di 1,5 miliardi). Sull'emissione sono stati assegnati i rating BBB+ (Fitch), Baa3 (Moody's) e BBB- (S&P)

Aeroporti di Roma è pronta a tornare sul mercato dei corporate bond. L'assemblea della società che controlla l'aeroporto di Fiumicino ha approvato una prima tornata obbligazionaria da 650 milioni di euro, nell'ambito di un programma Emtn da 1,5 miliardi. Venerdì mattina partirà un road-show internazionale che toccherà le principali piazze finanziarie europee, Milano, Parigi, Francoforte, Londra, Amsterdam, e che si protrarrà fino a metà della prossima settimana. Dopodiché, compatibilmente con le condizioni di mercato, l'emissione – che potrà essere in più tranche a 5 e 10 anni – potrà partire.

Il ritorno sul mercato obbligazionario con il ricorso a strumenti corporate unsecured costituisce un punto di arrivo importante e non scontato per la società, frutto di un lavoro di almeno tre anni su diversi fronti. Non più tardi di lunedì scorso è andato a buon fine l'ultimo tassello di questo intarsio: è stato perfezionato con le banche, infatti, un waiver permanente (nei fatti una rinuncia) sui covenant del contratto Romulus che consente alla società di affrancarsi una volta per tutte dai mille lacci che sinora – in virtù di quel prestito – limitavano la libertà di azione in termini di utilizzo della liquidità e di investimenti. Il vecchio contratto Romulus, costruito ai tempi dell'Opa dei Romiti su Gemina, e i cui condizionamenti nei fatti impedivano gli investimenti e la possibilità di finanziarsi sul mercato dei corporate bond, viene così per buona parte neutralizzato.

I proventi dell'emissione in programma nei prossimi giorni serviranno per 375 milioni a rimborsare anticipatamente le tranche A2 e A3 del Romulus, in scadenza nel febbraio 2015; per circa 150 milioni a rimborsare due linee di credito e per 80 milioni a chiudere un finanziamento Bei da 80 milioni (scadenza 2018) e rinegoziarne un altro di maggiore entità e durata. In tutto sono poco più di 600 milioni. Del vecchio Romulus resterà in piedi soltanto la tranche A4, contratta in sterline e del valore di 325 milioni di euro e con scadenza 2023: la società ha deciso di non rimborsare anticipatamente questo strumento perchè il costo si aggirerebbe attorno a 150 milioni di euro.

Gli altri step che hanno consentito di arrivare al risultato di questi giorni sono l'approvazione del contratto di programma sugli investimenti per lo sviluppo dello scalo e la riduzione dell'indebitamento, sceso a 950 milioni attraverso le dismissioni, che consentirà di chiudere l'anno con un rapporto debito/Ebitda di quasi 2 volte (contro oltre 5 volte di fine 2009). Fattori, questi ultimi, che hanno determinato l'upgrade del rating di Adr da parte di S&P e Moody's, le quali a inizio 2013 hanno riportato la società all'investment grade. Poi c'è il passaggio della fusione tra Gemina e Atlantia, che si perfezionerà alla fine di questa settimana, e che determinerà una struttura azionaria stabile e forte oltre a fornire anche un importante know-how (di Autostrade) sulla esecuzione degli investimenti.


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