Lavori Pubblici

Federcostruzioni, la filiera ha perso il 25% di produzione in cinque anni

Alessandro Arona

Presentato il rapporto: comparti come cemento, bitume e laterizi escono stabilmente ridimensionati, altri come legno, chimica, ingegneria, prodotti elettronici, reggono meglio grazie all'export

La filiera delle costruzioni, intesa come tutte le imprese delle costruzioni e del mondo che vi ruota intorno (imprese edili, produttori di materiali, società di ingegneria, produttori di macchine movimento terra, chimica per l'edilizia, imprese elettrotecniche per le costruzioni) ha perso dal 2008 – anno di inizio della crisi – al 2012 un quarto del valore della produzione (i ricavi di tutte le imprese), pari a circa 80 miliardi di euro.
È uno dei dati chiave che emergono dal Rapporto 2013 di Federcostruzioni, presentato ieri a Roma, alla sede dell'Ance. Secondo l'analisi (costruita con un grosso sforzo di omogeneizzazione di dati e metodi tra i 17 centri studi delle associazioni che hanno partecipato), nel 2012 il valore economico (sempre il fatturato) generato dal sistema italiano delle costruzioni è stato pari a 440,3 miliardi di euro. Un dato che comprende per il primo anno anche la "new entry" in Federcostruzione, i "Servizi innovativi e tecnologici" (una branca all'interno di Confindustria), 263 miliardi di euro di valore della produzione, di cui circa 80 per l'edilizia (comprende ad esempio il facility management, i servizi energetici, le certificazioni energetiche, le consulenze ingegneristiche e i servizi tecnici, i servizi informatici).
Restando invece al valore dell'industria delle costruzioni in senso tradizionale, il dato 2012 si ferma a 359 miliardi di euro, con un calo del 7,3% sul 2011, una perdita di quasi 23 miliardi di euro in un solo anno.
Sono previsti sei anni consecutivi di calo: -12,7% nel 2009, -2% nel 2010, -2,3% nel 2011, il pesante -7,3% nel 2012 e il -4% previsto alla fine di quest'anno. Per il 2014 si prevede un altro -2,9%.
A limitare i danni è stato in parte l'export. «La filiera delle costruzioni - sottolinea il presidente di Federcostruzioni Paolo Buzzetti - presenta infatti una virtuosa bilancia commerciale, pari a 35 miliardi di euro, senza la quale la perdita del sistema delle costruzioni sarebbe stata sensibilmente più elevata».
A fronte infatti di un livello di importazioni intorno al 4%, corrispondente a 19,6 miliardi di euro, le imprese della filiera italiana del settore edile hanno venduto oltre confine materiali, servizi tecnologie e impianti per un totale di 54,6 miliardi di euro, pari al 37% di tutta la produzione annua e il 12% del totale delle esportazioni nazionali.
Tuttavia non tutti i settori possono o riescono a puntare sull'export. Il cemento-calcestruzzo, ad esempio, produzioni per le quali l'esportazione è sostanzialmente impossibile, hanno un export marginale al 5%, e dall'inizio della crisi la produzione è crollata del 60% circa, e le imprese (quelle che non hanno già chiuso) sono costrette ad attuare pesanti processi di ridimensionamento.
Stessa cosa per i laterizi (produzione crollata da 1.500 a 700 milioni di euro, addetti da 8.600 a 5.000, imprese da 184 a 125), con export limitato all'1,1% (anche se in questo comparto tecnicamente l'export sarebbe possibile, ma non per un tessuto produttivo frammentato come quello italiano).
Malissimo anche il bitume, produzione circa dimezzata in questi anni e export marginale.
In difficoltà anche legno per l'edilizia e arredo, circa -40% in cinque anni, con buon export, in leggero calo (da 11,5 miliardi nel 2008 a 9,8 nel 2012).
Ha retto bene in questi anni, invece, il settore Tecnologie elletrotecniche ed elettroniche per l'edilizia, con 29,9 miliardi di euro di fatturato nel 2012, contro i 33,5 del 2008, e un export consistente (oltre il 40%), stabile dai 14,1 miliardi del 2008 ai 13,1 del 2012. Il settore comprende tecnologie per l'impiantistica, ascensori e scale mobili (il 56% dei ricavi), elettrodomestici e illuminotecnica (31%) e altri prodotti per l'edilizia (12%).
Regge abbastanza bene anche la chimica per l'edilizia (produzione a 4,053 miliardi nel 2012), con l'export al 27%. E l'ingegneria, con fatturati di 22,7 miliardi, export salito dal 19 al 26% e unico comparto a crescere in valori reali nel 2013 (+10,6%).


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