Lavori Pubblici

Tem incassa l'aumento di capitale: Gavio al comando e closing in vista

Massimiliano Carbonaro

Il gruppo di Tortona sottoscrive le quote inoptate dalla Provincia di Milano e ne acquisisce altre da Impregilo: l'aumento dell'equity era il passo chiesto dalla Bei per arrivare al prestito a lungo termine

Nel gelido inverno lombardo splende il sole sulla nuova autostrada, Tem, che in un colpo solo completa l'aumento di capitale da 220 milioni a 465 milioni che ne cambia l'assetto societario, ma soprattutto spiana la strada per arrivare al closing finanziario entro la fine dell'anno, perché l'aumento di capitale era il passo che mancava per l'ok della Bei (Banca europea per gli investimenti). Un passp che inoltre modifica anche gli scenari autostradali, perché si va verso un maxi soggetto controllato dal Gruppo Gavio che racchiude oltre la Tangenziale anche la Brebemi. Ma andiamo con ordine.

Primo, la TEM ha un nuovo padrone. L'aumento di capitale fino a 465 milioni ha fatto sì, tramite la sottoscrizione da parte di Sias delle quote inoptate delle controllate della Provincia di Milano (Asam e Milano-Serravalle), che il Gruppo Gavio (attraverso appunto Sias) sia il nuovo dominus della nascente tangenziale milanese insieme a Intesa San Paolo.
Nel dettaglio, Tangenziali esterne di Milano (controllata da SIAS con il 40% e da Intesa San Paolo con il 17,5%) è salita al 47,6% della società autostradale concessionaria (Tangenziale esterna spa ) mentre Impregilo in accordo con il Gruppo Gavio è scesa della sua quota del 17,77% all'8,4%, ma Sias è entrata anche dentro la concessionaria (Te spa) con un 7,4% così da rivoluzionare i precedenti equilibri societari che vedevano i costruttori rappresentati da Impregilo, Pizzarotti e Autostrade Lombarde detenere quasi il 35% della società.

Ora il closing. Ora compiuto questo passo TE, la società incaricata di progettare e gestire in concessione per 50 anni la nuova tangenziale milanese, può lanciarsi verso il successivo passo a cui però era strettamente legato. «L'aumento di capitale - spiega Roberto Gregori, direttore finanziario di TE - ci fa guardare con ottimismo alla trattative con le banche».
Nel dettaglio la Bei il cui board si riunisce il 18 dicembre per deliberare la partecipazione al finanziamento della tangenziale attendeva proprio questa mossa. Il fabbisogno finanziario infatti dell'opera è di poco superiore ai 2 miliardi di euro e prevede un'equity da 590 milioni di euro che saranno completati attraverso un prestito soci che si somma ai raggiunti 465 milioni. Quindi bisogna considerare i 330 milioni ottenuti grazie al Decreto del fare che però hanno come clausola il raggiungimento del fatidico closing finanziario entro il 31 dicembre di quest'anno. Il resto deve appunto arrivare dal credito e in particolare dalla Banca europea che dovrebbe partecipare con 500 milioni di euro, poi toccherà a Cassa depositi e Prestiti insieme alle banche commerciali tra cui Banca Imi (Gruppo Intesa).
La data per il closing oscilla quindi intorno al 20 dicembre proprio prima delle festività di Natale.

Nel frattempo i cantieri della TEM procedono perché l'obiettivo è di concludere i 32 chilometri di tracciato autostradale e i 38 di nuove tratte comunali entro l'Expo del 2015. Ma per aprile/maggio 2014 sarà pronto il tratto che raccoglierà il traffico della Brebemi per dirottarlo in direzione Milano sulla sulla Rivoltana e la Cassanese, il così detto Arco Tem.

Verso la fusione con Brebemi. Un congiungimento significativo anche in prospettiva societaria perché l'obiettivo dopo questo sviluppo del Gruppo Gavio è di creare una maxi società autostradale con Brebemi e Tem in una fusione tra la Tangenziale e Autostrade lombarde (controlla Brebemi all'86%) che come principali soci ha di nuovo al 13,4% il Gruppo Gavio e al 42,5% Intesa, o attraverso una quotazione in Borsa oppure con ulteriori meccanismi.


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