Lavori Pubblici

Fondi europei, ok ai 115 milioni per le ferrovie del Sud-Est, in Puglia

Massimiliano Scagliarini

Progetti approvati dalla Commissione europea per l'elettrificazione di 121 km tra le province di Bari e Taranto, e per l'ammodernamento di una serie di linee in provincia di Lecce

Via libera da Bruxelles ai 115 milioni di euro per l'ammodernamento della rete delle Ferrovie Sud-Est, la più importante linea concessa d'Italia. La Commissione europea ha dato infatti l'ok al cofinanziamento dei due progetti strategici che la Puglia ha inserito nel programma Fesr 2007-2013: il primo (in parte già appaltato) riguarda l'elettrificazione, l'altro invece una serie di interventi sulla sicurezza che includono l'acquisto di 4 nuovi treni.
Più nel dettaglio, da Bruxelles arrivano 44,2 milioni di euro (su un costo totale di 75,9) per il progetto dell'elettrificazione dei 121 km che attraversano le province di Bari e Taranto: la parte iniziale, che riguarda il Barese ed arriva a Martina Franca, è stata già appaltata ed è finanziata con fondi Cipe. Vale invece 70,9 milioni (su un totale di 121,5) il progetto di ammodernamento della rete, che prevede una serie di interventi di sostituzione delle vecchie linee ferrate e di installazione di nuovi sistemi di segnalamento e controllo del traffico: il progetto riguarda le linee Martina Franca-Lecce, Lecce-Gallipoli, Casarano Gallipoli, Novoli-Gagliano, Zollino-Gagliano e Maglie-Otranto per un totale di 279 chilometri, cui si aggiunge l'acquisto di 4 treni (prodotti dalla ditta polacca Pesa) destinati alle linee ammodernate. Ne nascerà – secondo il progetto – una sorta di "metropolitana leggera" a servizio del Salento, una zona in cui quella delle Fse è praticamente l'unica linea ferroviaria esistente. I bandi di gara partiranno a breve.

Il via libera di Bruxelles mette dunque il sigillo alla programmazione regionale. «L'impatto del finanziamento – fa notare l'assessore ai Trasporti, Gianni Giannini – non è solo importante a livello trasportistico, ma anche per i riflessi dal punto di vista occupazionale». I cantieri dovrebbero infatti restare aperti per non meno di due anni, in ossequio alla regola "n+2" per l'utilizzo dei finanziamenti comunitari.
«Questi progetti di sviluppo – è invece la dichiarazione ufficiale del commissario per la Politica regionale, Johannes Hahn - sono un esempio concreto di come i fondi strutturali possano contribuire a potenziare la competitività della Puglia e migliorare la qualità della vita delle persone. Tra l'altro, con il passaggio di molte attività di trasporto dalla strada alla ferrovia, l'Italia intera avrà notevoli benefici sotto il profilo ambientale».

La Puglia ha comunque confermato le buone performance sul fronte dell'utilizzo dei fondi comunitari sia per il Fesr sia per il Fondo sociale. In particolare, per quanto riguarda il fondo infrastrutture, a fronte di un obiettivo pari a 2,279 miliardi, al 31 ottobre la Regione ha certificato 359 milioni di euro in più rispetto al target previsto (pari a 1,92 miliardi), raggiungendo il 51% della spesa totale: è il miglior risultato tra le Regioni dell'Obiettivo convergenza, se si esclude la Basilicata dove però le cifre in gioco sono molto più basse. Il fattore limitante resta, però, il Patto di Stabilità: la Puglia ha già esaurito i 260 milioni di spazio finanziario "nettizzato" assegnati all'epoca dal ministro Barca, e vorrebbe poter attingere alle quote delle altre Regioni che invece risultano indietro nella spesa. Una richiesta che il governatore Nichi Vendola ha già presentato al ministro Carlo Trigilia: ma il termine del 31 dicembre ormai è sempre più vicino.


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