Lavori Pubblici

Grandi stazioni subito in vendita, ma Moretti frena: nel 2014

Massimo Frontera

La cessione riguarderà il 60% controllato da Ferrovie. In vendita andranno solo gli spazi commerciali, ma prima dovranno essere scorporate le aree funzionali alla gestione del traffico ferroviario. Freddo l'ad di Ferrovie: allineati con il governo ma i tempi non saranno brevi

Comincia a precisarsi la procedura che passa per la cessione sul mercato di Grandi stazioni, la società del gruppo Fs per la valorizzazione commerciale dei principali scali ferroviari nazionali. La società è controllata da Ferrovie per il 60% e partecipata per il restante 40% da una cordata di operatori privati. La cessione - nelle intenzioni del governo - riguarderà appunto il 60% della quota detenuta da Ferrovie.

Il percorso però non sarà immediato. Fonti dell'Economia spiegano che la cessione riguarderà solo le aree commerciali, le sole che generano reddito e che sono dunque in grado di risvegliare l'interesse del mercato.

Proprio per questo, la cessione - con modalità ancora non individuata - dovrà essere preceduta dallo scorporo di tutte le aree tecniche e di tutte le superifici funzionali al traffico ferroviario. Solo dopo - spiega il Tesoro - ci saranno le condizioni per pensare alla cessione. «La società che verrà ceduta - spiegano fonti del governo - avranno in pancia solo le attività commerciali».

Stando alle dichiarazioni rilasciate dello amministratore delegato, Mauro Moretti, potrebbero però esserci altre opzioni sul tavolo del governo. «Non vendiamo la società ma alcune attività che stanno sul mercato e che sono di grande interesse», ha detto l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, interpellato lo scorso venerdì 22 novembre sulla privatizzazione decisa dal governo. «Stiamo vedendo con i soci - ha aggiunto Moretti - di estrarre alcune attività che hanno valore sul mercato e che sono di grande interesse e verranno valorizzate».

In ogni caso i tempi non sembrano essere brevi. Sempre l'ad del gruppo - pur allineandosi formalmente alla volontà del Governo - ha voluto sottolineare che l'operazione non potrà avere tempi rapidissimi. «Immagino – ha aggiunto Mauro Moretti, che è anche presidente di Grandi stazioni – che il presidente Letta abbia detto che è un'operazione da farsi entro il 2014. Il coinvolgimento della nostra quota è certo». L'ad del gruppo Ferrovie ha voluto comunque aggiungere che «siamo perfettamente allineati con quanto detto dal presidente Letta; stiamo lavorando con i soci su questa operazione che vedrete».

Al di là delle prime dichiarazioni, non sono ancora chiare (come per altro anche nel caso delle altre dismissioni annunciate) le modalità della cessione. Attraverso quale procedura di evidenza pubblica - per esempio - si possa effettuare la cessione del 60% del capitale sociale in mano a Ferrovie. Altro aspetto da chiarire è in quale modo gli attuali soci privati eserciteranno la prelazione sull'acquisto delle quote.

Di certo, la decisione del governo suona più gradita agli attuali soci privati delle Ferrovie presenti in Grandi Stazioni che non all'amministratore delegato di Ferrovie. Già in passato i soci privati avevano cercato di aumentare la loro presenza nella società, senza però riuscirci: principalmente Edizione Srl (Gruppo Benetton) e Vianini Lavori Spa (Gruppo Caltagirone). Meno interessata dovrebbe essere Pirelli Spa, che ha recentemente comunicato la volontà di cedere la sua partecipazione.

Più in dettaglio, il capitale sociale - costituito da 83.334 azioni ordinarie da 51,65 euro l'una - di poco più di 4,3 milioni di euro è detenuto per il 60% da Ferrovie e per il restante 40% da Eurostazioni. A sua volta Eurostazioni è partecipato da Edizione srl (Benetton), Pirelli & C, Vianini Lavori (gruppo Caltagirone) con tre quote di 32,7% del consorzio, che corrispondono ad altrettante quote di poco più del 13% dell'intero capitale sociale. In Eurostazioni c'è poi una minima partecipazione delle ferrovie Francesi (Sncf), pari all'1,87% del consorzio di privati che si diluisce allo 0,7% del capitale complessivo di Grandi Stazioni.

La società è nata nel 2000 per valorizzare a fini commerciali 13 grandi scali ferroviari nazionali, aprendosi alla partecipazione di privati. Grandi Stazioni ha 280 dipendenti.

L'ultimo bilancio (2012) ha chiuso con un fatturato di 200 milioni (risultato operativo), in calo di 17 milioni sul 2011. I costi sono stati pari a 151 milioni di euro (+4 milioni sul 2011). La società ha anche chiuso il 2012 con un utile netto di 21 milioni di euro, sia pure in diminuzione di 11 milioni sull'anno precedente. «Le aree che hanno maggiormente contribuito al risultato - si legge nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2012 - sono state quelle delle locazioni e dei servizi ai clienti». Sempre nello scorso anno sono stati investiti 45 milioni di euro, di cui 13 milioni in lavori di riqualificazioni delle stazioni. L'indebitamento è stato di 198 milioni di euro, con un rapporto debiti finanziari/mezzi propri di 1,2.

Il programma di riqualificazioni è in fase molto avanzata. In questi anni sono stati avviati interventi che hanno trasformato gli scali più importanti (come Roma e Milano). Più indietro le riqualificazioni delle stazioni di Bologna, Palermo e Genova. Quasi terminata Firenze e i due scali veneziani (Santa Lucia e Mestre). A Roma è scattata la fase due con i lavori per il maxi-parcheggio collocato in una piastra sopraelevata e la prossima messa a reddito del rinnovato terminal di Tiburtina.

Il business della società, costruito sulla redditività degli spazi commerciali, è alimentato dal traffico viaggiatori. Appena pochi giorni fa, nella cornice del Mapic di Cannes (il salone dedicato agli immobili commerciali) l'ad di Grandi Stazioni, Fabio Battaggia, aveva riferito gli ultimi dati dell'attività, con ricavi attesi per 66 milioni quest'anno e prospettiva di crescere a 110 milioni a regime. Proprio al Mapic la società delle Ferrovie ha annunciato 5 nuovi progetti di ampliamento e riqualificazione, tra cui Roma Tiburtina, Napoli e Bologna.

Scarica l'ultimo bilancio di Grandi Stazioni Spa (link )


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