Lavori Pubblici

Torino-Lione, sì della Camera al trattato Italia-Francia. E la talpa entra in funzione

Filomena Greco

Favorevoli in 317, contrari in 115 alla ratifica dell'accordo del 30 gennaio scorso, che ora va al Senato per l'approvazione finale - La fresa operativa nel cantiere per il tunnel geognostico

La Camera dà il via libera, con 317 voti favorevoli e 115 contrari, dopo una giornata piena di polemiche e una bandiera No-Tav sventolata in Aula dai 5 Stelle, alla ratifica dell'accordo tra Italia e Francia sulla Torino-Lione, firmato il 30 gennaio scorso. Il testo va ora al Senato per il sì definitivo.

E intanto entra in funzione la talpa Gea nel cantiere dell'Alta velocità di Chiomonte. La fresa trasportata a pezzi durante l'estate e montata all'imbocco del tunnel della Maddalena realizzerà 7,3 chilometri di scavo con una media di 7-10 metri al giorno per completare il tunnel geognostico in territorio italiano. Un paio d'anni di lavori. Un test, come lo ha descritto Mario Virano, commissario di Governo per l'alta velocità, «delle modalità operative per lo scavo del tunnel di base della Torino-Lione di 57 chilometri. Siamo entrati nella fase dell'irreversibilità dell'opera».
Lo ha precisato durante la visita al cantiere valsusino di una delegazione italiana e francese composta dall'omologo francese di Virano, Louis Besson, dai sindaci di Chambéry Bernadette Laclais, di Susa Gemma Amprino e di Chiomonte, Renzo Pinard, accanto al primo cittadino di Torino Piero Fassino e il presidente della Provincia Antonio Saitta.

Alla Camera, intanto, è stata una giornata di scontro politico sul tema Alta velocità, con 1.425 emendamenti presentati da Sel e Movimento 5 Stelle e 82 votazioni. Alla fine è passato un subemendamento delle commissioni che prevede la presentazione del testo in occasione del vertice bilaterale Italia Francia della prossima settimana con la ratifica di un solo ramo del Parlamento, in attesa del via libera anche al Senato.
E ieri il Movimento No Tav e la Comunità montana hanno presentato la manifestazione che si svolgerà a Susa sabato prossimo. Il movimento No Tav, in particolare, ha annunciato che parteciperà al presidio di protesta a Roma, il 20 novembre, in occasione dell'incontro tra il premier francese Hollande ed Enrico Letta.
«Saremo a Roma per assediare – ha detto uno dei portavoce, Francesco Richetto – quella minima parte del Paese che con le sue firme indebita milioni di italiani». Il corteo in programma sabato a Susa «sarà una manifestazione di movimenti e amministratori insieme» ha sottolineato Renzo Plano, presidente della Comunità montata Valsusa e Valsangone, «per chiedere libertà, legalità e verità». La nostra protesta, aggiunge Plano, «continua ad essere pacifica e determinata, vogliamo la legalità e la chiediamo nella protestama anche negli affidamenti degli appalti, nelle procedure e nell'informazione».
Nell'ambito delle inchieste sui disordini intorno al cantiere di Chiomonte, la Procura di Torino ha chiesto 24 condanne – dai 6 mesi ai 5 anni e tre mesi – nel processo che vede imputati altrettanti militanti No Tav accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale in occasione di scontri risalenti al 17 febbraio 2010. Un altro fronte è il maxiprocesso per gli scontri dell'estate del 2011, in corso nell'aula bunker delle Vallette di Torino, procedimento nel quale sale a 53 il numero di imputati.


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