Lavori Pubblici

Metro C Roma, altra promessa del Comune: pagamenti entro il 30 novembre

Giulia Del Re

L'ennesimo accordo transitorio garantisce per ora gli stipendi agli operai e la prosecuzione dei cantieri, con l'impegno però del Campidoglio di risolvere l'impasse e pagare le imprese entro fine mese

Non c'è pace per la metro C di Roma. A oltre due mesi dalla sigla dell'accordo per lo sblocco dei 230 milioni Cipe (seduta del dicembre 2012) lo scorso 9 settembre, e dopo le rassicurazioni del Campidoglio sull'effettiva erogazione di tali fondi al Consorzio Metro C che sta realizzando l'opera, ad oggi il Comune non è ancora riuscito a sbloccare i pagamenti alle imprese general contractor (transitano per Roma Capitale anche i fondi dello Stato).
In seguito a una riunione di giunta nella serata del 13 novembre, però, il Comune fa sapere che agli operai dell Metro C è stato garantito il pagamento degli stipendi arretrati (non vengono pagati da agosto), che verranno anticipati da Roma Metropolitane (società appltante del Comune).
Inoltre, una delibera di giunta (sempre del 13 novembre) ha chiarito che le competenze di liquidazione della prima tranche dei 230 milioni di euro, dovuti dal Campidoglio al consorzio Metro C (prima tranche di circa 166 milioni), spettano al dipartimento Mobilità e trasporti del Comune, che dovrebbe sbloccare i pagamenti entro il 30 novembre.
«Con l'approvazione di questa delibera - ha spiegato l'assessore alla Mobilità Guido Improta -
si risolve un primo problema interpretativo e si comprende chi deve fare cosa. Conseguentemente, quindi, spetta al dipartimento fare una serie di istruttorie che poi determineranno un provvedimento di liquidazione che potrà essere messo in pratica dalla Ragioneria».
Così il sindaco Ignazio Marino: «Da un lato doveva essere garantito il salario agli operai, dall'altro dobbiamo fare ogni sforzo affinché un'opera così importante come la linea C venga completata e messa al servizio dei romani e dei turisti».
I 230 milioni di euro complessivi da erogare a Metro C Spa erano stati (teoricamente) sbloccati dal Cipe con ladelibera 127 dell'11 dicembre 2012 (in Gazzetta il 22 giugno scorso) per risolvere un problema di costi aggiuntivi che si trascinava da oltre un anno in contenzioso tra Roma metropolitane e i general contractor di Metro C (un consorzio con Astaldi, Vianini, Ansaldo, Cmb, Ccc). - (la vicenda )
Nei giorni scorsi, infatti, l'amministrazione capitolina ha diffuso una nota per far sapere che «sono in corso approfondimenti giuridici che determinano un lieve differimento dei termini inizialmente previsti per la liquidazione delle fatture emesse da Roma Metropolitane in relazione all'accordo attuativo del 9 settembre 2013». Lieve differimento che si somma al ritardo già accumulato da Campidoglio che avrebbe dovuto erogare entro metà ottobre al General contractor circa 160 dei 230 milioni di euro previsti dall'Atto attuativo del 9 settembre (gli altri 70 milioni, in base all'accordo, dovevano essere erogati progressivamente all'avanzamento del cantiere).

Martedì sera, dopo una riunione fiume dei lavoratori e dei rappresentanti delle imprese con i vertici dell'amministrazione comunale, il Campidoglio ha formulato una nuova promessa di sblocco dei fondi in tempi rapidi. Ora bisognerà vedere se questa volta l'impegno sarà mantenuto.

Nel frattempo, a quanto si apprende da fonti di Roma metropolitane e della Filca Cisl, il Campidoglio rischia una penale di 100mila euro per ogni giorno di ritardo di pagamento al Consorzio metro C. Allo stesso tempo, però, se il cantiere si bloccasse, Roma capitale potrebbe chiedere penali al Consorzio metro C, visto che l'accordo siglato lo scorso 9 settembre, oltre a stabilire l'erogazione di 230 milioni di euro al General Contractor, prevede una nuova tempistica per la realizzazione dell'opera, con penali legate ai ritardi e ad eventuali inadempimenti.
Insomma, al Campidoglio non conviene non pagare e al Consorzio non conviene fermare i lavori.


Proviamo a ricostruire la vicenda. Con l'atto attuativo del 9 settembre, Roma Capitale si impegnava ad erogare i fondi nel giro di 20 giorni. Sono passati più di due mesi. Fino a metà ottobre, il Campidoglio aveva motivato il ritardo con un problema interno alla Ragioneria capitolina. Il suo responsabile Maurizio Salvi, infatti, aveva manifestato la necessità di effettuare ulteriori verifiche di cassa e di regolarità contabile prima di procedere alla firma definitiva dei Sal (già approvati da Roma metropolitane e deliberati con l'Atto attuativo del 9 settembre). A fine ottobre, non potendo più negare un evidente incongruenza tra la mancata attuazione di un accordo siglato anche dal ministero delle Infrastrutture e il temporeggiamento della Ragioneria, il Campidoglio ha preso in mano la situazione e ha approvato un nuovo documento: una memoria di Giunta con cui assicurava di voler attuare tutte le misure necessarie allo sblocco dei fondi e si impegnava ad erogare i Sal entro l'11 novembre. Neppure questa scadenza, però, è stata rispettata. Ora il Campidoglio ha preso un nuovo impegno, anche se non ha specificato una nuova scadenza per l'erogazione dei fondi. Ora le imprese sperano che questo nuovo impegno non sia "l'ennesima melina per non pagare".

«Vorremmo capire cosa si nasconde sotto tutto questo – si sfoga il portavoce delle imprese affidatarie, Nicola Franco - ci sono le delibere, gli atti del Cipe e dell'avvocatura: vogliono chiamare la Nato? Come imprese, ormai, non siamo proprio in grado di andare avanti senza soldi neppure per comprare le materie prime».


© RIPRODUZIONE RISERVATA