Lavori Pubblici

Accordo sul bilancio Ue, per l'Italia 29,2 miliardi per i programmi 2014-20

Pierluigi Boda

L'accordo tra Parlamento, Commissione e Consiglio spiana la strada anche al piano 2014-20, che per l'Italia prevede 29,2 miliardi di euro dai fondi strutturali e una quota dei fondi Connecting Europe

Il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 novembre un accordo sul bilancio annuale 2014 dell'Ue e sulle modifiche al bilancio 2013, spianando la strada al compromesso sulle prospettive finanziarie 2014-2020. Il nuovo piano settennale di investimento dell'Ue prevede, tra le altre misure, 29,2 miliardi di Euro di fondi strutturali per l'Italia - che questa volta potrebbero concentrarsi su priorità come sviluppo urbano sostenibile e infrastrutture di trasporto "verdi" - e strumenti gestiti direttamente da Bruxelles come il nuovo Meccanismo per collegare l'Europa, un fondo per sostenere lo sviluppo delle reti transeuropee (Ten) per il trasporto (26 miliardi di euro in tutta Europa), l'energia (5,8 miliardi) e le telecomunicazioni (un miliardo).

Per l'anno prossimo il tetto per i pagamenti è stato fissato a quota 135,5 miliardi di Euro (il 6% in meno rispetto all'anno in corso), mentre per gli impegni il tetto sarà di 142,64 miliardi (-9,5 %). Vedremo nei prossimi mesi se e quante volte sarà necessario modificare al rialzo queste tetti massimi di spesa (nel 2013 sono stati nove gli interventi che hanno aumentato il budget), visto che in ogni caso, al di là dell'austerity imposta al compromesso, ci si aspetta nel 2014 e 2015 un'impennata dei pagamenti sui fondi strutturali 2007-2013, che entrano nel biennio conclusivo visto che entro il 2015 tutti i fondi programmati dovranno essere stati utilizzati.

Proprio i rimborsi delle spese operate da regioni e stati membri su progetti cofinanziati dall'Ue erano al centro dello scontro sul bilancio 2013 tra Consiglio – cioè governi nazionali - e Parlamento. Un conflitto che aveva raggiunto fasi allarmanti quando il Commissario al bilancio Lewandowski aveva annunciato che, in assenza di un accordo, da metà novembre l'Unione non sarebbe stata più in grado di pagare i suoi debiti e coprire i pagamenti in sospeso, in gran parte (3,1 miliardi) rappresentati da rimborsi sui fondi strutturali. Nei giorni successivi il rischio di uno "shutdown" delle politiche europee era stato evitato con l'accordo su una prima tranche di pagamenti ma ora, dopo un negoziato di 16 ore, il compromesso garantisce una stabilità al quadro finanziario per la chiusura dell'anno in corso e per l'avvio del prossimo. Del pacchetto fanno parte anche fondi aggiuntivi per interventi di ripristino e ricostruzione dopo le alluvioni in Germania (360.5 milioni), Austria (21.7 milioni), Repubblica Ceca (15.9 milioni) e Romania (2.5 milioni).

Il consenso finale degli eurodeputati al bilancio settennale potrebbe essere questione di pochi giorni (la prossima sessione plenaria è in programma dal 18 al 21 novembre) visto che sembrano ormai risolte le tre questioni pregiudiziali che avevano posto: accordo sulle nuove regole per i fondi strutturali, approvazione dei bilanci rettificativi 2013 ancora in sospeso e varo del primo bilancio annuale della nuova fase. Se i compromessi definiti dai negoziatori verranno supportati dalla maggioranza dei parlamentari nei voti in aula, il lungo negoziato sul quadro finanziario 2014-2020 si concluderà in tempo utile a evitare l'esercizio provvisorio. In questo modo i nuovi programmi operativi per i fondi strutturali dovrebbero essere negoziati e approvati da Bruxelles entro metà anno, in modo che i beneficiari possano contare sui finanziamenti dal secondo semestre 2014 in poi.

Per quanto riguarda gli investimenti sulle reti transeuropee Ten, i primi bandi e le prime decisioni di finanziamento sono previste già per i primi mesi del prossimo anno, anche perché in diversi casi sono stati pre-selezionati interventi in avanzata fase di progettazione o con cantieri già aperti.


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