Lavori Pubblici

Antisismica, dai privati richieste pari a dieci volte i finanziamenti disponibili

Alessandro Arona

Bilancio sulla prima annualità di incentivi per rendere più sicure le case più vecchie, nelle aree a maggior rischio terremoto - Bene in Emilia Romagna, Veneto, Sicilia; caos in Calabria, ritardo in Friuli e Abruzzo

Boom di richieste da parte dei proprietari in risposta ai bandi comunali, ma anche molto caos in alcune regioni, nella prima annualità del Piano nazionale di prevenzione del rischio sismico che aveva a disposizione, oltre ai fondi per microzonazione (10 milioni) e messa in sicurezza di edifici pubblici (93,2 mln), anche una prima sperimentale quota per edifici privati (31 milioni di euro, concentrati sulle regioni a più alto rischio).
Il Piano - il primo in Italia per la prevenzione sismica - parte dall'articolo 11 della legge post-terremoto in Abruzzo (Dl 39/2009), che ha stanziato 42,5 milioni nel 2010 (solo per microzonazione sismica ed edifici pubblici strategici), 145,1 nel 2011 (anche per edifici privati), poi tre anni a 195,6 milioni (2012-2014), e poi di nuovo a scendere 145,1 mln nel 2015 e 44 nel 2016. In tutto 965 milioni.
Le tranche annuali vengono attribuite sempre con ritardo, a causa delle complesse procedure di intesa con le Regioni e poi il doppio passaggio dell'Opcm (con le regole) e del decreto del capo della Protezione civile che distribuisce i fondi.
La seconda tranche, quella del 2011 (Opcm 4007/2012), la prima ad avere anche la quota per i privati, è stata assegnata definitivamente alle Regioni il 3 ottobre 2012.
Non esiste un monitoraggio dettagliato della Protezione civile dello stato d'attuazione del programma, ma dalle otto regioni chiave monitorate da «Edilizia e Territorio» per l'annualità 2011 (assegnata quest'anno ai beneficiari finali) emerge un vero boom di richieste, in media oltre dieci volte le risorse disponibili: 1.002 domande in Puglia e 62 progetti finanziati, 1.480 domande in Sicilia e 113 assegnazioni, in Veneto 349 richieste e 55 interventi beneficiati. Casi estremi invece la Calabria, che ha aumentato i fondi e allargato all'eccesso la platea dei potenziali beneficiari ma poi non è riuscita a gestire le 10.312 richieste, riuscendo ad approvare solo 27 progetti su una platea finanziabile di 528, e all'opposto l'Emilia Romagna, che ha ristretto a soli 4 comuni, ricevendo così 201 richieste e finanziandone 91.
Oltre al caos della Calabria, fra le altre Regioni principali ce ne sono tre ancora ferme, per motivi diversi. La Campania è pesantemente frenata dal Patto di stabilità e dunque ha del tutto congelato i 18,4 milioni che aveva a disposizione quest'anno (3,5 milioni per i privati), e il blocco ci sarà probabilmente anche per la nuova annualità.
Poi c'è il sorprendente ritardo del Friuli Venezia Giulia, che dopo un'inerzia di otto mesi solo nel giugno scorso ha mosso i primi passi per attribuire i fondi del 2011. E l'Abruzzo, che ha deciso di concentrare le annualità 2011 e 2012, e dunque sbloccherà in un colpo solo 4,3 milioni di euro per gli interventi privati.
La nuova tranche (2012) da 195,6 milioni (Opcm 52/2013 ) è stata invece attribuita alle Regioni il 10 luglio scorso , e i bandi dei Comuni per assegnare i contributi ai privati sono stati in alcuni casi già pubblicati, in altri si prevede lo saranno tra la fine dell'anno e l'inizio del 2014.
Nei progetti privati, le regole della Protezione civile favoriscono nei punteggi i piccoli interventi, soprattutto quelli in grado di ridurre i danni alle persone con poca spesa. Ad esempio quelli per inserire "catene" o tirantature tra pareti, che costano poco, 100-150 euro al mq, al massimo 150-170 euro comprese le finiture, e possono evitare i crolli più rovinosi. Per questo tipo di intervento i finanziamenti statali possono coprire il 60-70% del costo totale, e sulla quota residua possono essere utilizzate le detrazioni fiscali al recupero edilizio, attualmente al 65% per l'antisismica in zone 1 e 2.
Le regole delle Opcm privilegiano gli edifici più vecchi nelle graduatorie, e a quanto risulta alla Protezione civile «i progetti più frequenti tra quelli finanziati riguardano edifici mono o bi-familiari nei centri storici», soprattutto nei piccoli comuni.


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