Lavori Pubblici

Pedemontana Veneta, lo Stato non versa il contributo, Zaia: «Cantieri a rischio stop»

Franco Tanel

Il Governo verserà all'inizio del 2014 i 370 milioni promessi dal decreto Fare, ma intanto sono rimasti congelati alla Ragioneria 61 dei 173 milioni stanziati nel 2002, e andati «in perenzione» perché l'opera non partiva

Non c'è pace per la Superstrada Pedemontana Veneta: sembrava che con i 370 milioni di euro assicurati la scorsa estate dal Decreto del Fare, il fronte finanziario fosse messo in sicurezza, invece adesso emerge un altro problema. E a lanciare l'allarme è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in persona: o il Governo assicura il trasferimento dei contributi statali o i cantieri, avviati nel 2011 si fermeranno. Una affermazione forte, ribadita anche in una missiva inviata al premier Enrico Letta.

Ma cosa accade davvero? La Pedemontana è un'opera in corso di realizzazione attraverso un project financing: la gara di concessione è stata vinta dopo una lunga e tormentata vicenda dal Consorzio Sis. L'investimento previsto è di 2.130 milioni di euro, 173 dei quali sono a carico della Regione come contributo pubblico in conto capitale. Ma non si tratta di fondi propri, bensì di contributi statali assegnati a questa opera e trasferiti alla Regione. Ed è proprio parte di questi fondi a mancare. Il meccanismo di assegnazione dei fondi è abbastanza complesso: in pratica la somma è messa a disposizione con il meccanismo del limite di impegno annuale nel bilancio dello stato a partire dal 2002 fino al 2016. Ma il Ministero ha trasferito fino ad ora solo gli importi relativi alle annualità 2002, 2010, 2011 e 2012 per complessivi 76.924.000 euro. Le annualità dal 2003 al 2009 non sono mai state trasferite perchè l'iter di aggiudicazione dell'opera era fermo nelle more dei ricorsi e controricorsi.

Il problema riguarda in particolare le annualità 2003-2004 e 2005, che assieme valgono circa 61 milioni di euro. Nel Bilancio 2013 dello Stato queste cifre non sono state reiscritte, perchè è scattato il meccanismo della perenzione. Dopo alcuni anni le somme iscritte a bilancio, ma non utilizzate, sono infatti revocate. Per impedirlo è necessario un apposito decreto che le reiscriva a bilancio. Cosa che non è accaduta e che il presidente Zaia sollecita al premier Enrico Letta.

Già lo scorso 13 giugno la Regione aveva ricordato, con una apposita lettera al Ministro Lupi il problema, ma da allora nulla è accaduto. E nelle scorse settimane il Commissario Delegato Silvano Vernizzi ha pagato come previsto l'ultima fattura emessa dal concessionario per 11 milioni e 616 mila euro. Il contributo infatti viene erogato proporzionalmente all'avanzamento dei lavori. Ma adesso non ci sono più soldi in cassa.

La Regione certamente potrebbe anticipare i futuri pagamenti con fondi propri, ma naturalmente, trattandosi di cifre significative, la cosa non è semplicissima. E inoltre preoccupa il fatto che se la perenzione non sarà annullata dai decreti i fondi potrebbero essere definitivamente perduti. Tra l'altro, i 370 milioni assicurati all'opera la scorsa estate non saranno certamente disponibili prima della prossima primavera, tenendo conto che, per la loro erogazione, la Regione deve aver approvato, entro il 31 dicembre 2013, tutti i progetti ancora in via di definizione di alcune tratte dell'opera.

I lavori quindi oggi vanno avanti grazie all'equity garantito dal concessionario e ai contributi in conto capitale della Regione in attesa che la approvazione da parte della Giunta Regionale del nuovo piano finanziario dell'opera, attesa entro la fine di novembre, permetta il closing finanziario e l'accesso ai prestiti da parte delle banche. Pedemontana Veneta collegherà il casello autostradale di Montecchio Maggiore ad ovest di Vicenza sulla A4 a quello di Spresiano in provincia di Treviso sulla A27, per una lunghezza complessiva di 94 km.

La delibera di Giunta che ha approvato i progetti


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