Lavori Pubblici

Orte-Mestre, via libera Cipe da 10 miliardi grazie alla defiscalizzazione

Alessandro Arona

Trasformazione ad autostrada a pedaggio dell'attuale E45, maxi-opera da 9,8 miliardi di euro con progetto della cordata Bonsignore che ora dovrà andare in gara per l'assegnazione definitiva

Debutta con la Orte-Mestre, approvata dal Cipe l'8 novembre, la stagione delle autostrade realizzabili in project financing grazie agli sconti fiscali da riconoscere al concessionario nella fase di gestione, al posto del finanziamento pubblico immediato nella fase di costruzione.
Una misura introdotta con l'articolo 18 della legge 183/2011, ma resa applicabile alle nuove opere solo con il decreto Salva-Italia di Monti e comunque rimasta bloccata fino a due mesi fa, quando (3 settembre) sono andate finalmente in Gazzetta le Linee guida del Cipe (18 febbraio 2013) che rendevano applicabile la defiscalizzazione.

Il Comitato interministeriale ha approvato il progetto preliminare modificato della trasformazione in autostrada (396 chilometri) dell'attuale E45 Orte-Cesana e della sua prosecuzione, la Ss 309 Roma Cesena-Mestre, un'opera dal costo aggiornato di 9,844 miliardi di euro (7,2 miliardi di costo dei lavori e 2,644 di oneri finanziari) da realizzarsi in concessione di costruzione e gestione, cioè in project financing. Il promotore resta la cordata guidata dal Gruppo Bonsignore, proposta riconosciuta di pubblico interesse nel lontano 2003 e poi via via modificata, ma il nuovo preliminare aggiornato, con relativo piano finanziario, dovrà andare in gara, con la possibilità di altri soggetti privati di partecipare migliorando le condizioni a base d'asta, fatto salvo il diritto di prelazione del promotore di aggiudicarsi la gara adeguandosi all'offerta vincente.

I tecnici del Governo hanno elaborato un piano finanziario con la durata record di 49 anni di concessione (un tempo non facile da far digerire a concessionari e banche), che può reggersi con investimento privato solo con un "contributo pubblico teorico" da parte dello Stato di 1.870 milioni di euro. Grazie all'articolo 18 della legge 183/2011 il Cipe ha deciso di sostituire questo contributo con un ammontare attualizato equivalente di riduzioni fiscali (Ires, Irap e Iva) sulle tasse che la società concessionaria dovrà pagare in futuro, dopo l'avvio della gestione.

Lo sconto sarà concentrato nei primi 15 anni di gestione, e il valore "lordo" degli sconti fiscali, la semplice somma delle minori tasse a favore del concessionario, è stato calcolato dal Cipe in 9 miliardi di euro. Una cifra certo impressionante, che comprende anche i maggiori oneri finanziari a carico del privato (deve anticipare la cifra di 1,87 miliardi anziché riceverla cash dallo Stato nella fase di costruzione) e comunque è una cifra massima, che dovrà essere diminuita in caso di traffico superiore alle previsioni (la redditività per il privato è cioè fissata in seguito alla gara, e non potrà aumentare).

Il valore attualizzato di questi 9 miliardi sono appunto i 1.870 milioni di contributo pubblico teorico che la defiscalizzazione va a sostituire. D'altra parte il ragionamento dei fautori di questa misura – in primis il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e i suoi tecnici, e il premier Letta – è che in questo momento lo Stato non potrebbe mai stanziare 1,87 miliardi di euro per il contributo pubblico alla Orte-Mestre, o ad altre opere di queste dimensioni, che dunque si possono realizzare solo grazie alla defiscalizzazione. Anche le imposte – sempre secondo i favorevoli alla misura – non si ridurranno, anzi saranno pagate tasse in più rispetto alla situazione in cui l'opera non si fa.

I tempi per la Orte-Mestre – prevede il Ministro Lupi – saranno brevi: il bando internazionale dovrà essere pubblicato entro l'aprile 2014, con sei mesi di tempo per l'assegnazione, e l'inizio dei lavori - la cui durata è prevista in sei anni - nel primo trimestre del 2015. L'opera dunque dovrebbe essere pronta nel 2021.

Tuttavia la sfida è ardua: trovare un privato disposto a investire 9,8 miliardi di euro in questa fase di incertezza per le prospettive del paese, e soprattutto del traffico stradale e dei trasporti pesanti. Il meccanismo della defiscalizzazione comporta fra l'altro per il concessionario maggiori oneri finanziari: nel caso della Orte-Mestre il costo totale dell'opera con il contributo pubblico sarebbe stato di 9,2 miliardi di euro, con la defiscalizzazione sale invece a 9,844 (644 milioni di euro in più per maggiori oneri finanziari).
Ma d'altra parte vincere la scommessa potrebbe significare realizzare infrastrutture senza dover trovare in bilancio risorse pubbliche. La misura è applicabile teoricamente a tutte le opere in project financing, ma per ora le linee guida Cipe l'hanno sbloccata solo sulle autostrade comprese in legge obiettivo.

ALTRE DECISIONI DEL CIPE

Il Comitato ha deciso di non dare ulteriore corso alla delibera 32/2013, riguardante lo schema di convenzione per la gestione dell'autostrada Piacenza Cremona-Brescia (A21), a causa delle criticità emerse. IL CIPE ha disposto l'annullamento della delibera n. 54/2013 sulla Proroga della dichiarazione di pubblica utilità nell'ambito del raddoppio della tratta Bari S. Andrea – Bitetto del "Potenziamento infrastrutturale della linea ferroviaria Bari – Taranto".

Il CIPE ha autorizzato la rimodulazione del finanziamento relativo alla linea ferroviaria metropolitana del Comune di Salerno.

Nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione, il CIPE ha preso atto della quarta riprogrammazione del Piano Azione e Coesione.

Il Comitato ha anche stabilito per tutte le amministrazioni regionali destinatarie di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2007-2013, la possibilità, ma senza l'obbligo di dotarsi di una autorità di audit nell'ambito del sistema di gestione e controllo sull'impiego di tali risorse, ferma restando l'attività di verifica da parte del Ministero dello sviluppo economico-DPS.

In merito al Sisma del 2009 in Abruzzo, il Comitato ha preso atto dell'aggiornamento e rimodulazione degli interventi relativi al terzo piano stralcio del Programma di ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici danneggiati per complessivi 164.831.450 euro, deliberato nel 2011 dal Commissario delegato alla ricostruzione, Presidente della Regione Abruzzo.

LA STORIA DELLA ORTE-MESTRE


Il progetto della Orte-Mestre autostradale non era inizialmente in legge obiettivo (nelle cartine di Berlusconi da Vespa e nel piano Cipe 21 dicembre 2001). Fu inserito in seguito alla presentazione, il 30 giugno 2003, di una proposta in project financing, per l'adeguamento ad autostrada e il relativo pedaggiamento delle strade e superstrade Anas Orte-Perugia-Cesena (E45) e Cesena-Mestre (la Ss Romea), da parte della cordata guidata dal Gruppo di Vito Bonsignore, ex socio di Beniamino Gavio e attuale parlamentare europeo dell'Udc (vice-presidente del Gruppo dei Popolari europei). La cordata comprende in particolare (sono tuttora i promotori): Banca Carige, Egis Projects Sa, Ilia Spa,.Gefip Holding, Mec spa, Egis Route Sa, Technip Italy, Egis Road Operation Sa, Egis Structures and Environment Sa.
La proposta fu dichiarata di pubblico interesse dall'Anas il successivo dicembre 2003, e l'opera inserita in legge obiettivo dal Governo Berlusconi, molto spinta dall'allora Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Rimase però di fatto impantanata a causa dell'elevato costo, quantificato in 10-12 miliardi di euro, e la quantità di contributi pubblici che richiedeva per far quadrare il piano finanziario (mai rivelati ufficialmente, ma almeno 4-5 miliardi di euro). Dunque non fu mai approvata dal Cipe.
Con il Governo Prodi, l'Anas chiese al promotore una versione low cost del progetto, con meno varianti e più adeguamenti in sede delle superstradi esistenti: il nuovo progetto preliminare fu consegnato a fine 2007, per un costo di circa 7 miliardi e un contributo pubblico di 1,5. Ma lo stesso l'opera non andò mai al Cipe. E neppure fece passi avanti durante il successivo Governo Berlusconi 2008-2011.
L'opera è tornata d'attualità dopo l'introduzione della "defiscalizzazione", l'articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, la legge di stabilità 2012, cioè la possibilità di concedere riduzioni Ires, Irap e Iva alle società concessionarie di autostrade in project financing, riducendo o azzerando i previsti contributi pubblici. La norma fu introdotta dal Ministro Tremonti, ma poi ampliata con diverse correzioni, a partire dal Dl Salva-Italia, dal Governo Monti, fino ad estenderla a tutte le opere in project financing, e anche per "aggiustare" operazioni già in corso, ove fosse dimostrata la necessità di ritrovare un (perduto) equilibrio economico-finanziario (dunque in questo caso gli sconti sarebero non solo sostitutivi del contributo pubblico, ma anche aggiuntivi).


© RIPRODUZIONE RISERVATA