Lavori Pubblici

Ancora uno stop sulla Tirrenica, la Regione boccia la variante di Orbetello

Silvia Pieraccini

L'aggiornamento progettuale prospettato da Sat è ancora da rivedere. E non si tratta di modifiche lievi. Le obiezioni della Giunta investono il tracciato, l'impatto ambientale, il sistema idrogeologico

Come sulle montagne russe che nascondono insidiosi alti e bassi, anche l'autostrada Tirrenica Livorno-Civitavecchia - in attesa di completamento da 20 anni (nel 1993 è stato aperto il tratto da 36 km Livorno-Rosignano) - sperimenta l'ennesima battuta d'arresto proprio quando il suo tormentato percorso autorizzativo sembrava aver imboccato la discesa. Pochi giorni fa la Giunta regionale toscana ha rispedito al mittente, la concessionaria Sat (Autostrade), lo studio di fattibilità sulla cosiddetta «variante di Orbetello» (lotto 5b), ossia il tratto da Fonteblanda ad Ansedonia, in Maremma, che resta l'unico da approvare al Cipe (insieme con i lotti 4 e 7, che però destano minori problemi) e anche l'unico tratto rilevante da costruire al di fuori dell'Aurelia (visto che per il resto l'autostrada da 200 km sorgerà dalla trasformazione in sede della strada statale, che tra Grosseto sud e Civitavecchia dovrà passare da due a quattro corsie).

L'aggiornamento progettuale prospettato tre mesi fa da Sat è ancora da rivedere, dice ora in sostanza la Regione Toscana, mettendo nero su bianco che non si tratta di modifiche lievi, quanto piuttosto di interventi che investono il tracciato (nella zona di Albinia), l'impatto ambientale (nella zona di Campolungo), l'integrazione con le opere necessarie a seguito dell'alluvione del novembre 2012, il sistema idrogeologico, la riqualificazione ambientale (a Orbetello scalo si chiede di raddoppiare da 400 a 800 metri la doppia galleria diretta ad attutire il passaggio nei centri abitati) e, soprattutto, l'«adeguatezza delle complanari» indispensabili per la viabilità locale. Le richieste toscane tengono conto, in gran parte, delle riserve espresse in questi mesi dalle istituzioni maremmane, puntando, secondo la Regione, a «garantire lo sviluppo infrastrutturale e al tempo stesso la tutela dell'ambiente e del territorio».

Tutti gli indirizzi dettati dalla Giunta regionale a Sat – e contenuti nella delibera approvata il 4 novembre scorso - saranno ora trasmessi al ministero delle Infrastrutture in vista della progettazione definitiva e della valutazione di impatto ambientale. In quella delibera si ribadisce anche la necessità dell'esenzione dal pedaggio, per l'intera durata della concessione, per i mezzi pubblici e per i veicoli di classe A e B dei residenti, degli enti pubblici e delle attività «insediate nei Comuni attraversati dal tracciato o ad esso adiacenti»: migliaia di mezzi che avrebbero dovuto essere "finanziati" dalle defiscalizzazioni per le nuove opere promesse dal Governo Monti per un tratto di 45 chilometri, che ancora non hanno però trovato conferma nei successivi atti di governo (la delibera 85 approvata dal Cipe il 3 agosto 2012 si limita a rinviare ai ministeri competenti il compito di trovare l'adeguata copertura per l'esenzione dal pedaggio).

Nell'attesa di chiarire il nodo delle esenzioni, è certo solo che in virtù delle modifiche richieste dalla Regione i tempi di realizzazione dell'autostrada si allungano ancora, e che l'ipotesi di aprire i cantieri nel 2014, cullata dal presidente toscano Enrico Rossi e dal presidente di Sat, Antonio Bargone (che solo poche settimane fa si era sbilanciato nel dire "siamo in dirittura d'arrivo"), appare assai remota.

Sulla base degli indirizzi regionali, ora Sat avvierà la progettazione definitiva degli ultimi tre lotti (4, 5b e 7), da sottoporre a valutazione d'impatto ambientale e portare poi all'approvazione del Cipe. Dopodiché – con tutta probabilità nel 2015 - partiranno i lavori del tratto mancante dell'autostrada Tirrenica nella versione low cost (costo 2 miliardi senza alcun contributo a carico dello Stato), da San Pietro in Palazzi (Cecina) ad Ansedonia, rimasti bloccati anche perché la Regione Toscana, temendo una realizzazione "a pezzi", era riuscita a inserire nella delibera 85 approvata dal Cipe il divieto di realizzare i lotti 2 e 3 dell'autostrada finché non fossero partiti i lavori sui lotti 4 e 5B Grosseto sud-Ansedonia. Nel frattempo Sat ha mandato avanti (a rilento) la parte a sud, Ansedonia-Tarquinia (progetto esecutivo) e Tarquinia-Civitavecchia (lotto A6 di 15 km, cantiere partito nell'ottobre 2011), che si aggiunge al lotto 1 a nord, Rosignano-San Pietro in Palazzi, già realizzato e aperto.


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