Lavori Pubblici

Costruzioni, alla crisi reggono meglio i gruppi rispetto ai singoli, i grandi rispetto ai piccoli

Alessandro Arona

I dati di bilancio dei primi 50 gruppi e le prime 100 imprese di edilizia, prodotti per l'edilizia, ingegneria/impiantistica - Pesante calo di reditività (Ebitda, Ebit, risultato netto) in tutti i comparti

La crisi continua a mordere le imprese del mondo dell'edilizia soprattutto in termini di margini, con livelli di redditività complessivi che si dimezzano e numero di imprese in rosso che aumenta di anno in anno.
A livello complessivo emerge tuttavia – per le costruzioni come per i produttori di materiali come per l'ingegneria/impiantistica – che i gruppi riescono a reggere la crisi meglio delle singole imprese.
I dati sugli ultimi bilanci chiusi (2012) sono riportati sul numero 43/2013 di «Edilizia e Territorio» (Il Sole 24 Ore), elaborati dalla società Guamari (con la collaborazione di Sibilla Vecchiarino di Dream Capital Partners), con testi di analisi di Aldo Norsa.
I dati riguardano le 25 holding finanziarie del mondo dell'edilizia, le imprese di costruzione (i primi 50 gruppi e le prime 100 imprese singole), le imprese di produzione "per" l'edilizia (Top 50 gruppi e Top 100 imprese) e le imprese di ingegneria/impiantistica (sempre i 50 gruppi e le 100 imprese).

LE IMPRESE DI COSTRUZIONE
Partendo dai costruttori, dai dati cumulati riferiti a campioni omogenei emerge che mentre i gruppi (Top 50) aumentano il fatturato del 5%, le prime 100 imprese singole cedono il 2%. Per tutti a calare è soprattutto la redditività, ma anche in questo caso va peggio per la Top 100: l'Ebitda (margine operativo lordo) è sceso nel 2012 (rispetto al 2011) del 19,11% per i 50 gruppi, del 26% per le 100 imprese; l'Ebit (reddito operativo) è sceso del 44% per i gruppi, si è dimezzato (-50%) per le 100 imprese. Circa il risultato netto (depurandolo dalle poste straordinarie) si dimezza nel caso dei gruppi (-56%) ed è praticamente azzerato nel caso delle 100 imprese (-95%).
Dodici gruppi di costruzione su 50 (il 24%) hanno chiuso i bilanci 2012 in perdita (erano dieci l'anno prima), mentre nel caso della Top 100 le imprese in rosso sono salite da 16 a 27 (27%).
Alcune mosche bianche hanno invece fatto registrare veri boom nel giro d'affari (ma non sempre nella redditività): Sicim +173%, Rizzani +50%, Codelfa +40%, Salcef +45% (ma utile in calo), Consta +45% (ma perdita in aumento), I.Co.P. +42% (ma utile in riduzione), Devero +48% (ma utile in calo), Impresa Bacchi +51% (ma sempre in perdita), Piacentini costruzioni +49%, Gefer +97 per cento.

I PRODUTTORI
I produttori per l'edilizia sono il comparto più duramente colpito dalla crisi, anche se nella Top 100 ci sono alcuni casi di elevata redditività: Bticino, utile/fatturato del 18%, Faac 17,6%, Nice 16%, Otis Servizi 15%, Caleffi 12,6%. Ma nel complesso, ben 81 imprese su 100 hanno perso fatturato, e 41 su 100 hanno chiuso il bilancio 2012 in rosso. Il fatturato cumulato è calato del 7,3%, l'Ebitda del 17%, mentre il reddito operativo (Ebit) è crollato del 67%, e il risultato netto passa da +262 a -295 milioni di euro.
Un po' meglio i gruppi (sempre di produttori), che nella Top 50 fanno segnare un fatturato stabile (-0,35%), un calo del 3,34% dell'Ebitda e del 32,6% dell'Ebit, ma con risultato netto che precipita da +86 a -397 milioni.

INGEGNERIA/IMPIANTISTICA
Per il mondo (molto eterogeneo) dell'ingegneria/impiantistica, i gruppi se la cavano bene: +2% il fatturato e redditività in lieve aumento (+6% l'Ebitda, +7,6% l'Ebit, +6,7% l'utile netto, senza i dati anomali di Nuovo Pignone).
La Top 100 fa segnare invece dati negativi: fatturato immobile e redditività crollata, -35% l'Ebitda, -57% l'Ebit e -47% l'utile netto (sempre togliendo le poste straordinarie).


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