Lavori Pubblici

Sono 267 le incompiute italiane, la prima (parziale) anagrafe al ministero

Mauro Salerno

Pubblicato il primo elenco del cantieri "interrotti". Obiettivo: stabilire un ordine di priorità delle infrastrutture da salvare

Sono 267 le opere incompiute sul suolo italiano. O perlomeno questo è il numero che viene fuori dalla pubblicazione dell'anagrafe dei lavori rimasti a metà sul sito internet del ministero delle Infrastrutture.Tutto nasce dal decreto legge Salva Italia (Dl 2012/2011) attuato quest'anno con un regolamento delle Infrastrutture pubblicato: il 13 marzo 2013. L'obiettivo è ambizioso: stabilire le cause dell'interruzione dei lavori, indicare un'ordine di priorità e provare a portare a termine il progetto, anche modificando la destinazione d'uso.

Per ora c'è un primo elenco. Molto parziale. Nell'anagrafe pubblicata oggi sul sito del ministero delle Infrastrutture (clicca qui ) - distinta tra opere di interesse nazionale e regionale-locale - non compaiono le opere incompiute di diverse regioni, peraltro non secondarie ai fini di un censimento di questo tipo. Mancano all'appello ad esempio gli scheletri che punteggiano il suolo siciliano, oltre a quelli della Lombardia, della Liguria, del Trentino, dell'Emilia Romagna e della Sardegna. Anche Bolzano non pubblica un elenco, ma non è chiaro se per ritardo o perché non presenti alcuna incompiuta sul territorio provinciale. Stupisce invece che l'elenco campano includa soltanto due opere, situate peraltro in un solo Comune: Calvi Risorta.

Il testo definisce, anzitutto, l'opera incompiuta come «opera che non è stata completata» per mancanza di fondi, cause tecniche, nuove normative, fallimento del costruttore e mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante. Le opere non completate sono «opere non fruibili dalla collettività» a causa dell'interruzione dei lavori o perchè a lavori ultimati l'opera è non è stata collaudata, in carenza dei requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo.


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