Lavori Pubblici

Imprese reti elettriche a rischio chiusura: «Contratti con l'Enel non più sostenibili»

Alessandro Lerbini

Il grido d'allarme dell'Anicle: Mancano i lavori programmati, centinaia di lavoratori in cassa integrazione

Cassa integrazione già in atto per centinaia di lavoratori e forte rischio di chiusura per diversi operatori del settore. Non hanno pace le imprese delle reti elettriche impegnate nei maxilotti territoriali dell'Enel. Dopo le polemiche di un anno fa sulle procedure di assegnazione degli appalti dal valore di 1,7 miliardi e la successiva retromarcia dell'Enel , circa 20 imprese associate all'Anicle si sono riunite il 17 ottobre a Roma per esprimere la propria preoccupazione sulle modalità di gestione dei contratti avviati circa sei mesi fa.
Si tratta di questioni che riguardano in primo luogo il tema generale della sostenibilità degli accordi sottoscritti con l'Enel a fronte del volume delle attività MT/BT effettivamente commissionate ed altri aspetti come il riconoscimento degli oneri per la sicurezza, l'applicazione dei prezziari in funzione delle prestazioni, il trattamento dei rifiuti, la gestione del pronto intervento, la gestione dei materiali.

«Il problema principale - afferma Sergio Volpato, direttore dell'Associazione nazionale imprese costruttrici linee elettriche - è la consistente diminuzione dei volumi di attività "core" come i nuovi interventi». Con questa riduzione esplode il problema del personale qualificato richiesto in sede di qualificazione dall'Enel e ora diventato in esubero per molte aziende. E con i lavoratori in cassa integrazione è inoltre più difficile intervenire sui guasti che interessano la rete.
«In questo ambito - continua Volpato - i contratti firmati non sono più sostenibili. E le problematiche si estendono anche all'applicazione del prezziario sugli oneri di sicurezza, dove una soluzione potrebbe essere quella di definire un cantiere "standard" in modo da poter stabilire dei parametri di sicurezza in modo efficace. Bisogna poi risolvere la questione discariche sia sotto l'aspetto economico che per quello procedurale, migliorare la gestione dei materiali, visto che i lavori vengono eseguiti solo se c'è effettiva disponibilità, snellire le procedure informatiche».

Luigi Celani, presidente del Cire ha puntato il dito contro lo scollamento tra direzione centrale e centri territoriali dell'Enel: «La gestione dei contratti - dichiara - è vessatoria. Ci sono troppe richieste di penali da parte degli uffici territoriali e manca la collaborazione tra committente e appaltatore».


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