Lavori Pubblici

Legge di stabilità, tre miliardi alle infrastrutture: Mose, alta capacità, Anas

Alessandro Arona

Nel testo in Consiglio dei ministri 720 milioni per avviare i lotti costruttivi della Brescia-Verona e Napoli-Bari, e primi fondi ai piani straordinari per la difesa del suolo e per la depurazione idrica

Mose, manutenzione Anas e Rfi, Salerno-Reggio Calabria, difesa del suolo: nel ddl Stabilità entrato in Consiglio dei ministri le infrastrutture incassano in tutto 3.066 milioni di euro, ma la cifra va presa con le pinze, per due motivi.
Su tutte queste cifre si è svolto per l'intera giornata, e in Consiglio dei ministri, un tira e molla fra il Ministero delle Infrastrutture e l'Economia, e la definizione delle esatte cifre potrebbe continuare anche dopo la riunione del governo.
Inoltre le risorse davvero aggiuntive sarebbero soltanto 2.111 milioni, mentre 305 milioni sono rifinanziamento di voci tagliate a fine agosto dal Dl 102 sull'Imu, e 650 milioni andrebbero a spese "indifferibili", in particolare le manutenzioni straordinarie di Anas (strade) e Rfi (ferrovie), che il bilancio dello stato a legislazione vigente si era "dimenticato" di finanziare per il 2014.
Detto questo, comunque, la scelta del governo di puntare, per la crescita, anche sulle infrastrutture sembra esserci tutta.
Confermata anche dalla decisione del governo di allentare di un miliardo di euro il Patto di stabilità degli enti locali per il 2014: «Vogliamo aiutare i comuni che hanno pronti i progetti», ha detto il premier, Enrico Letta.

Tornando alle infrastrutture, ci saranno ad esempio 340 milioni di euro aggiuntivi per realizzare uno dei lotti mancanti dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, il secondo stralcio del Macrolotto 4 (fra il viadotto Stupino escluso e lo svincolo di Altilia), e i 401 milioni attesi dal Consorzio Venezia Nuova per completare il Mose entro il termine contrattuale del 31 dicembre 2016 (120 di questi 401 milioni sono però il ripristino di un taglio del Dl 102).
Scelta del governo anche sul fronte dell'alta capacità ferroviaria: il ddl di stabilità stanzia 720 milioni di euro (120 milioni all'anno dal 2014 al 2020, ma subito impegnabili) per la realizazioni delle tratte Av/Ac Brescia-Verona (è in costruzione e finanziata la Milano-Brescia, realizzata la Padova-Mestre) e le due tratte non finanziate della Napoli-Bari Av/Ac Apice-Orsara e Frasso telesino-Vituliano. La norma autorizza la realizzazione delle due opere per "lotti costruttivi", cioè con finanziamenti a tranche spalmati negli anni, ma l'indicazione "si parte" è chiara. Certo, i 720 milioni sono per ora solo l'11% del fabbisogno mancante sulle due tratte, 2.667 milioni sulla Brescia-Verona, 2.619 sula Apice-Orsara, 965 mln sulla Frasso-Vituliano.
Risorse aggiuntive ci sarebbero anche per la velocizzazione dell'asse ferroviario Bologna-Lecce, 300 milioni che garantirebbero l'intera copertura.
Risorse aggiuntive dovrebbero esserci anche per inteventi straordinari per la difesa del suolo, 180 milioni di euro nei prossimi tre anni, e per un Piano straordinario per le reti idriche, in particolare la depurazione, 90 milioni in tre anni. Le due cifra sono comunque modeste, rispetto al rispettivo fabbisogno. Altri 60 milioni andrebbero al piano straordinario di bonifica delle discariche abusive.
Alla manutenzione Anas andrebbero 335 milioni di euro nel 2014, risorse che però garantiscono il minimo richiesto da Ministero e Anas, e per il solo 2014. A Rfi dovrebero andare invece solo 400 milioni, sempre per la manutenzione straordinaria, rispetto ai 720 milioni richiesti dal Ministero delle Infrastrutture per garantire la continuità ordinaria a questo tipo di interventi.
Altri 100 milioni dovrebbero infine andare alla Cancello-Frasso, un tratto della Napoli-Bari Av, risorse tagliate dal Dl Imu.
Il ddl di stabilità garantisce inoltre gli attesi 54,8 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 (solo 50 milioni nel 2014, e 500 nel 2015) per il Fondo sviluppo e coesione (ex Fas), di cui l'80% nel Mezzogiorno (nel 2007-13 era l'85%) e il 20% nel Centro-Nord. Insieme ai fondi europei (30 miliardi) e al co-finanziamento nazionale (15 miliardi) si arriverà in tutto a 100 miliardi di euro per la politica di coesione del prossimo settennio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA