Lavori Pubblici

Torino-Lione, Francia pronta sul trattato internazionale, Italia in ritardo

Maria Chiara Voci

Il Parlamento transalpino ratificherà entro ottrobre, noi siamo ancora alle commissioni - L'altra sfida è rimettere nel bilacnio statale almeno 100 milioni nel 2014

In Francia, la prossima scadenza è certa ed è fissata al 31 di ottobre, quando approderà in Parlamento la legge di ratifica dell'accordo intergovernativo siglato con l'Italia sulla Torino-Lione, nella versione rivista e corretta il 30 gennaio del 2012. Obiettivo: avere il via libera in tasca quando, il 20 novembre a Roma, si terrà il prossimo summit binazionale.
In Italia, invece, tutto procede più a rilento. Il trattato ha ottenuto l'ok delle otto commissioni parlamentari, ma l'iter approvativo è più complesso e fra un mese si presume potrà arrivare il solo sì della Camera.
Nel frattempo, cresce l'attesa delle istituzioni piemontesi e torinesi, che sperano di vedere nella prossima legge di stabilità il reintegro dei 630 milioni "scippati" alla Torino-Lione. Soldi che erano già stanziati sul 2013 nel bilancio dello Stato per la copertura del costo di costruzione della tratta internazionale (parte italiana) della Torino-Lione (2,9 miliardi a carico del nostro paese, spalmati in più tranches) e sono stati stornati a fine giugno dal decreto del Fare (Dl 69/2013, articolo 18). Un prestito, per consentire al Governo di finanziare altre opere dall'iter più avanzato.

A fare il punto, oggi (14 ottobre), in Commissione Trasporti della Provincia di Torino è stato lo stesso commissario di Governo e presidente della Cig italiana, Mario Virano. Insieme al presidente della Provincia, Antonio Saitta e al direttore Infrastrutture dell'ente, Paolo Foietta. Una riunione di bilancio, per ribadire ancora una volta che «la domanda potenziale di traffico della Torino-Lione c'è e sulla direttrice Italia-Francia passano ogni anno oltre 40 mln di tonnellate di merci. Solo che appena l'8% va su treno, visto che l'attuale infrastruttura è vecchia e inadeguata».
Per non correre il rischio che si blocchi l'opera, in realtà, all'Italia nel 2014 basterebbe avere a disposizione un centinaio di milioni. «Quanto basta – spiega il commissario Virano – per coprire i costi del primo dei 19 lotti in cui è suddiviso il tunnel di base, in partenza sul versante francese». Si tratta della discenderia di collegamento, lunga 9 km, fra Saint-Jean-de-Maurienne e La Praz: un lavoro ancora di studio, che per questo è finanziato al 50% dall'Ue e per il 25% a testa dai due Stati e che costa circa 400 milioni. «L'appalto è in fase di aggiudicazione – precisa Virano - e il cantiere dovrebe partire il prossimo anno».
Importante è anche la copertura delle opere accessorie al Tav in Valsusa: la Provincia ha pronto il rifacimento del ponte degli alpini per 1,2 milioni, la riqualificazione dell'Itis Ferrari di Susa per 350mila euro e opere stradali per altri due milioni e rotti. «Al Governo – spiega Saitta - chiediamo di assumere velocemente gli impegni presi sulle opere cosiddette di "compensazione" e di non commettere nemmeno un errore. Abbiamo i progetti pronti e non è più tempo di tergiversare. Noi siamo in prima linea, vogliamo ripristinare l'autorità dello Stato e non essere le sentinelle di una resa alla violenza e alla illegalità».
Per ciò che riguarda, infine, il progetto della tratta internazionale «la procedura di Via – conclude il commissario - è ancora in corso e si concluderà probabilmente con la richiesta di qualche integrazione ambientale. Contiamo, però, che si possa arrivare al Cipe per il via libera definitivo lato Italia entro gennaio 2014». Entro fine anno la Commissione europea dovrà votare il bilancio 2014-2020: importante che non ci siano sbavature, per garantire la quota di finanziamento della Torino-Lione al 40%.


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