Lavori Pubblici

Energia, 23 progetti in Italia fra le 248 priorità scelte dalla Ue per il 2014-20

Pierluigi Boda

Lista selezionata dalla Commissione per accedere ai 5,8 miliardi di euro del programma «Connecting Europe Facility», connessioni energetiche

Sono ben 23 su 248 i progetti infrastrutturali per le connessioni energetiche (gas, elettricità, smart grid e petrolio) che coinvolgono l'Italia selezionati oggi dalla Commissione Europea per competere nella prima call per i finanziamenti del «Connecting Europe Facility» (CEF, in italiano «Meccanismo per Collegare l'Europa», MCE), il nuovo fondo che stanzierà 5,8 miliardi di euro in sette anni (circa 800mila euro l'anno) sulle reti energetiche europee.
Il primo elenco di 248 progetti di interesse comune (PIC) selezionati in base al contributo strategico e all'allestimento di una rete energetica integrata in Europa e tra l'Europa e le regioni confinanti, sono stati adottati e presentati oggi dalla commissioone europea.

L'Italia è presente con 23 PIC, concentrati sul potenziamento dei collegamenti energetici con Francia, Germania, Svizzera, Austria, Montenegro, Slovenia, Malta, Turcmenistan, Azerbaijan, Turchia via Grecia/Albania, Algeria, con una decisa prevalenza di progetti per il trasporto del gas, concentrati sul versante orientale.
In generale, in questo primo elenco di PIC, i collegamenti sono preponderanti mentre solo 13 progetti sono dedicati allo stoccaggio di energia. Per il nostro Paese in elenco compare un sistema a batterie da 250 MW dedicato alle regioni del centro-sud.
I progetti in elenco, grazie al lavoro di concertazione svolto dall'esecutivo, potranno contare su una corsia preferenziale per la pianificazione e l'autorizzazione delle opere e su una serie di semplificazioni procedurali che dovrebbero tagliarne i costi amministrativi. Tutte le procedure dovranno comunque essere espletate entro tre anni e mezzo dall'avvio. Per accedere alla prima ondata di finanziamenti del MCE, tuttavia, i progetti dovranno superare un'ulteriore selezione svolta sulla base dell'effettiva assenza di altre fonte di finanziamento (capitali privati ecc.), e della rilevanza strategica in rapporto al superamento dell'isolamento energetico dei Paesi membri, all'apertura dei mercati nazionali al mercato comune e al rafforzamento della sicurezza energetica.
La lista adottata dalla Commissione sarà sottoposta ora al Parlamento Europeo e al Consiglio, che hanno due mesi di tempo per approvare o respingere senza possibilità di intervenire con emendamenti.
La selezione dei progetti strategici, comunque, continua e ogni due anni è prevista una revisione dell'elenco con la cancellazione dei progetti che non rispettano le tempistiche realizzative e l'inserimento di nuovi progetti proposti da almeno due Stati Membri.
I tagli al bilancio settennale 2014-2020 – ancora da approvare – hanno fortemente ridotto il budget disponibile per le infrastrutture energetiche (dalla proposta iniziale di 9,1 a 5,8 miliardi) a fronte di un fabbisogno valutato in 200 miliardi. La Commissione punta perciò a selezionare il più possibile gli interventi da sostenere con finanziamenti diretti, promuovendo il ricorso a strumenti di credito agevolato e ad altri strumenti finanziari come i project bond in tutti i casi in cui le opere abbiano capacità di attrarre investimenti privati.


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