Lavori Pubblici

Astaldi, Salini-Impregilo, Rizzani: crescono i successi dei costruttori italiani anche nei paesi «forti»

Alessandro Arona

Non è più vero che le nostre imprese edili vincono solo nei paesi in via di sviluppo - Ecco le commesse in Europa, America del Nord, Golfo Persico, Australia

Il Gruppo Astaldi, per il tramite della sua controllata Astaldi Canada, si è aggiudicato nei giorni scorsi il contratto per la realizzazione delle opere civili relative all'Impianto idroelettrico di Muskrat Falls, in Canada, valore di un miliardo di dollari canadesi (circa 720 milioni di euro).
Il contratto prevede la costruzione di una centrale e l'esecuzione delle connesse opere di presa e di restituzione delle acque e si inserisce in un più ampio progetto di investimento che, al suo completamento, doterà l'Impianto di Muskrat Falls di una capacità di oltre 820MW.
Le opere saranno avviate entro la fine dell'anno per una durata di circa quattro anni.
Committente dell'iniziativa è Nalcor Energy, Società pubblica canadese per lo sviluppo, la trasmissione e la fornitura di energia negli Stati di Newfoundland e Labrador (Canada).

I SUCCESSI DELLE ITALIANE NEI PAESI «FORTI»
Questo in Canada è l'ultimo dei molti successi colti dalla imprese di costruzione italiane non più slo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli più sviluppati, dove la concorrenza è più agguerrita.
«L'esperienza maturata sui mercati più difficili - sostiene il Rapporto Ance sulle imprese all'estero, presentato a inizio ottobre - quelli in cui il rischio è maggiore, è servita per "conquistare" quelli più selettivi e competitivi». Nel 2012 le imprese italiane (il campione delle trenta imprese di costruzione più attive all'estero) sono riuscite ad acquisire ben 226 nuove commesse per un controvalore di oltre 12 miliardi, facendo salire il totale residuo dei lavori in corso da 58,1 a 61,44 miliardi di euro. Sono 88 i paesi che vedono la presenza nel 2012 di aziende di costruzione italiane, 9 dei quali del tutto nuovi: Cipro, Irlanda, Camerun, Costa D'Avorio, Guinea, Malawi, Canada, Thailandia e Zambia.
Ebbene: analizzando i primi 10 mercati in cui si sono localizzate le nuove commesse, ben quattro appartengono all'Ocse (Stati Uniti, Grecia, Cile e Messico) e un altro fa parte dei Bric (Russia). In particolare, il valore delle commesse italiane negli Stati Uniti è cresciuto in due anni da 999 a 1.843 milioni di euro, quelle in Russia da 199 a 3.221 milioni, quelle in Francia da 335 a 601 milioni.
Questo riposizionamento, che fra l'altro permette alle imprese italiane di ridurre il rischio legato ai paesi in via di sviluppo, «è potuto avvenire - scrive il rapporto Ance - grazie agli investimenti effettuati negli anni, che hanno portato ad un sempre più spinto livello del know-how tecnologico della produzione, che pone le imprese italiane ai vertici dell'industria mondiale».

LE COMMESSE
Negli ultimi anni sono molti i successi dei big italiani nei paesi industrializzati, o comunque "ricchi" o con forte tessuto di imprese locali. Tra i pincipali quello conquistato da Salini costruttori nel 2010 per la metropolitana di Copenaghen (1,7 miliardi di euro), commessa di cui proprio nei giorni scorsi l'impresa romana (in via di fusione con Impregilo) ha acquisito la quasi totalità rilevando il 40% dall'altra italiana che era in cordata, Tecnimont Civil Construction S.p.A.

E poi l'anello autostradale di San Pietroburgo, vinto nel 2012 da Astaldi per una quota a suo carico di 1,1 miliardi di euro.

Sempre lo scorso anno, Impregilo si è aggiudicata la commessa per un ponte stradale in California, per 610 milioni di euro, e per un centro culturale ad Atene, per 325 milioni.

Interessante poi la commessa della cooperativa Cmc di Ravenna a Singapore, due lotti da 2 50 milioni di euro della metropolitana, acquisita nel 2011.

Va poi citato, parlando di incursioni italiane nel difficile mercato Asia/Oceania, il contratto da 300 milioni di euro conquistato da Ghella nel 2010 per la tangenziale di Brisbane, in Australia. E sempre da parte di Ghella l'estensione della linea 3 del metrò di Atene, nel 2012, per 95 milioni di euro.

Doppio colpo nel 2012 per la friulana Rizzani de Eccher: 1) New York, contratto da 66 milioni di euro per la copertura dello scalo ferroviario di Brookfield, nona avenue; 2) e soprattutto quello da 700 milioni di euro, a Mosca, per la realizzazione della parte definita "commerciale" del Progetto di sviluppo dell'area Dynamo – Parco Petrovskij di Mosca.

Per non parlare del lotto da 4,5 miliardi di euro della metropolitana di Riyadh, vinto a fine luglio 2013 da una cordata italiana a guida Salini-Impregilo, con Ansaldo Sts


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