Lavori Pubblici

Fip Industriale, arrestato per mafia l'amministratore delegato

Franco Tanel

L'impresa di Padova (gruppo Mantovani), leader nel mondo sugli isolatori sismici, coinvolta nell'inchiesta su un appalto Anas in Sicilia

L'amministratore delegato di Fip Industriale (Padova) Mauro Scaramuzza e un funzionario della stessa impresa, Achille Soffiato, sono stati arrestati nei giorni scorsi su disposizione della Dda della Procura di Catania. Nell'inchiesta sono coinvolti anche alcuni funzionari Anas.
L'accusa è di quelle pesanti: concorso esterno in associazione mafiosa per aver collaborato con un clan locale che avrebbe messo gli occhi sulla costruzione della tangenziale di Caltagirone, in Sicilia. Un'opera appaltata dall'Anas, di 8,7 km e del costo di 112 milioni di euro.

In pratica secondo l'accusa, i due dirigenti padovani avrebbero operato consapevolmente per affidare parte dei lavori ad aziende controllate dal clan mafioso La Rocca, sembra frazionando in modo artificioso i subappalti sotto la soglia dei 154mila euro in modo da eludere i controlli antimafia. Accuse che sia i legali degli arrestati che l'azienda respingono con forza, sostenendo anzi di aver sempre collaborato con la Prefettura con la quale hanno anzi firmato un protocollo per la legalità.

Fip Industriale non è una impresa qualsiasi per due ragioni: è leader a livello internazionale nella progettazione, produzione ed installazione di appoggi per ponti e viadotti, giunti e dispositivi antisismici. Dispositivi installati installati in tutto il mondo: a Taiwan in un grattacielo di 508 metri e sul ponte Stonecutters ad Hong Kpng che ha una luce di ben 1018. Ma anche in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Corea e naturalmente in Italia dove l'impresa è conosciuta in particolari per due interventi: gli isolatori antisismici per il progetto C.a.s.e. all'Aquila, che ha assicurato 500 alloggi ai terremotati e la costruzione delle gigantesche cerniere necessarie alla movimentazione delle paratoie del Mose, il sistema di barriere mobili a protezione della laguna di Venezia.

Realizzazioni sulle quali, sia pure per ragioni diverse si è discusso a lungo nei mesi scorsi. Sulla prima era stata avviata una indagine per la presunta mancanza di omologazione dei giunti antisismici, per le cerniere si è invece discusso sulla loro modalità di costruzione tramite saldatura anziché fusione.

Fip Industriale fa capo a Serenissima Holding controllata dalla famiglia Chiarotto, holding che controlla anche Mantovani Spa, una delle principali imprese del Consorzio Venezia Nuova impegnate nella realizzazione del Mose.

Mantovani ha realizzato anche alcune delle più importanti opere pubbliche in Veneto come il Passante di Mestre e l'Ospedale All'Angelo di Mestre e pochi mesi fa è finita nella bufera con l'arresto dell'ad Piergiorgio Baita per una vicenda di appalti pilotati e creazione di fondi neri che però non riguardava lavori relativi al Mose ma lo scavo di un canale portuale. Inchiesta per la quale è stato arrestato anche l'allora presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati.

E proprio per sottolineare l'estraneità del Consorzio alle vicende giudiziarie che coinvolgono per altre opere alcune delle sue aziende, il nuovo presidente Mauro Fabris ha deciso di «volersi costituire come parte offesa nei procedimenti penali che vedano l'Ente quale possibile soggetto danneggiato, ribadendo così la totale estraneità alle persone e ai fatti oggetto delle indagini».
Il Consorzio ha anche deciso il totale rinnovo del cda di Thetis al cui interno sedevano persone toccate dalle indagini. Intanto i lavori del Mose procedono senza rallentamenti e proprio domani, sabato 12 ottobre, alla presenza del presidente del Consiglio Enrico Letta e del ministro alle infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi è in programma la prima prova di movimentazione delle paratoie già installate alla bocca di Lido.


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