Lavori Pubblici

Crisi dell'edilizia, il grido di dolore dell'Ance Taranto

Imprese edili di Taranto «stremate» dalla crisi ma anche dal fatto che i pochi grandi appalti
pubblici in corso nell'area le hanno tagliate fuori. E così l'Ance di Taranto, l'Associazione dei costruttori edili affiliata a Confindustria, ha fatto uscire oggi sui quotidiani pugliesi una pagina pubblicitaria a pagamento che si apre con la scritta «Vendesi».

Sotto il «Vendesi» si legge: «Intero sistema di imprese edili di Taranto».
Nell'inserzione si parla poi di «fine attività» e si specifica: «Sconti al massimo ribasso», «Comodi pagamenti in ritardo», «Zero interesse dalle banche». Infine un invito-appello: «Astenersi perditempo politici».

«Ma non si vende nulla - dice Antonio Marinaro, presidente di Ance Taranto - La nostra é una provocazione forte per denunciare lo stato di grave crisi in cui é il nostro settore a Taranto. Siamo all'ultima spiaggia ed é bene che le istituzioni e la politica se ne rendano conto».

«Dal 2009 ad oggi il settore dell'edilizia a Taranto ha visto calare la massa salari del 69
per cento, crollare i fatturati di impresa in una percentuale pressoché analoga mentre l'occupazione é diminuita di circa 4mila unità». Così Marinaro spiega la crisi delle imprese di
costruzioni e l'iniziativa dell'associazione di categoria per denunciare la gravità della situazione.
«Non é solo il lavoro che sta diminuendo significativamente - afferma Marinaro - Ci sono anche grandi appalti pubblici, come quello della piastra logistica nell'area portuale con 200 milioni di euro di investimenti, dai quali le nostre aziende sono tagliate fuori. I grandi gruppi qui non
lasciano nulla, all'infuori di qualche misero salario. Per non parlare poi del massimo ribasso, una logica che ha portato la Provincia ad appaltare il primo lotto della strada regionale Taranto-Avetrana con un ribasso del 33 per cento e che ha generato poi nei confronti della stessa Provincia pignoramenti per un milione di euro. Questo perché l'appaltatore, a sua volta, non ha pagato le imprese. Ora si vuole appaltare il secondo lotto di questa strada col ribasso del 53 per cento».
«Visto quello che é accaduto col primo - conclude il presidente di Ance Taranto - non é difficile immaginare le conseguenze cui andremo incontro».


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