Lavori Pubblici

Tirrenica, il Cipe toglie un ostacolo al piano finanziario, ma resta il nodo tracciato

Alessandro Arona

Eliminata l'errata corrige (in Gazzetta ad aprile) alla delibera 85/2012, che impediva la bancabilità del piano. Ma resta da risolvere il nodo del tracciato

Una seduta a "a sorpresa" del Cipe - tenutasi venerdì sera senza preavviso a margine del Consiglio dei ministri sconvocato a causa della crisi politica - ha consentito al Governo di sbloccare l'ostacolo che negli ultimi mesi aveva impedito alla concessionaria Sat e alle banche di definire il piano economico-finanziario dell'autostrada Tirrenica (Rosignano-Civitavecchia).

«Il completamento dell'Autostrada tirrenica può definitivamente partire» ha commentato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. «Grazie a questo provvedimento - commenta Lupi- potrà essere definito il piano economico finanziario attraverso il quale garantire la copertura da parte del sistema bancario delle risorse necessarie all'opera, che ricordo ha già cantieri aperti per 15 km». E il comunicato del Ministro Lupi parla di due miliardi di euro di euro di finanziamenti privati sbloccati.

In realtà la delibera Cipe di venerdì 27 settembre 2013 non è che un passaggio nell'infinta telenovela dell'autostrada Tirrenica (opera affidata in concessione nel lontano 1969 e realizzata finora per soli 40 km su 242). Un passaggio necessario per andare avanti, ma non sufficiente per dare definitiva certezza alla realizzazione di tutta la parte mancante dell'autostrada.

In sostanza la delibera di venerdì rimedia a un errore compiuto nei mesi scorsi dalle stesse strutture tecniche del governo che attuano le decisioni del Cipe (ministero delle Infrastruture, presidenza del Consiglio o Ministero dell'Economia). L'ultima delibera Cipe sulla Tirrenica era la numero 85 del 3 agosto 2012 (testo) , con la quale il Comitato interministeriale approvava il progetto definitivo dei lotti 2 e 3 dell'autostrada (San Pietro in Palizzi-Scarlino e Scarlino-Grosseto Sud) e sempre i definitivi dei lotti 5A (Ansedonia-Pescia Romana) e 6B (PesciaR.-Tarquinia), per un costo totale di 1.303 milioni di euro. Il lotto 1 (Rosignano-San PIetro), 49 milioni, è stato realizato tra il 2009 e il 2012, il lotto 6A (Tarquinia-Civitavecchia), 171 milioni, approvato nel 2011, è in corso di realizzazione. Il totale dei lotti approvati ammonta dunque a 1.523,8 milioni di euro, e la delibera Cipe 85/2012 affermava che il costo complessivo dell'autostrada deve essere di 2 miliardi di euro, con «valore di subentro pressoché nullo».
Tuttavia restava irrisolto - e resta tuttora tale - il nodo dei lotti intorno all'Argentario (Orbetello), i lotti 4, 5B e 7 (quest'ultimo è un'"appendice" tra i lotti 3 e 4), lotti il cui tracciato è controverso a livello locale (tracciato collinare o costiero?) e dunque non sono stati ancora progettati in via definitiva. La delibera 85/2012 stabiliva infatti, su richiesta della Regione Toscana condivisa dal Governo, che i lavori sui lotti 2 e 3, appena approvati, avrebbero potututo avviarsi solo dopo l'approvazione dei lotti mancanti, o 4, 5B e 7, approvazione che la stessa delibera Cipe prevedeva in sede Anas entro la fine del 2012.

Tuttavia tale approvazione non c'è stata, né a fine 2012 (servzio sulla situazione a marzo 2013) né tutt'ora, a causa dei perduranti contrasti in sede locale.

Ad aprile 2013, intanto, usciva sulla Gazzetta Ufficiale (n. 99 del 29 aprile) una errata corrige della delibera 85/2012, una aggiunta al punto 2.2.
Una questione molto tecnica: in poche parole la riduzione del meccanismo di remunerazione e capitalizzazione delle poste figurative del piano finanziario regolatorio alla sola fase di gestione, escludendo i 7-8 anni di costruzione.
Il sistema delle poste figurative è utilizato normalmente per i piani economico-finanziari delle autostrade, per stabilizzare il livello delle tariffe durante tutta la concessione, evitando che siano troppo alte durante gli anni di costruzione.
La correzione inserita nell'aggiunta uscita ad aprile, corretta da un punto di vista tecnico, sembra però che abia creato insuperabili problemi con le banche. Sat sostiene che il piano finanziario di fatto sarebbe diventato insostenibile, non in grado di remunerare adeguatamente il capitale investito, e dunque le banche non avrebbero mai finanziato l'opera.

Il Cipe è così corso al riparo, eliminando completamente nella seduta di venerdì 27 settembre l'aggiunta al punto 2.2 fatta uscire ad aprile. Ora dunque, eliminato questo ostacolo, la Sat potrebbe presentare al Cipe per l'approvazione - come ammesso dalla stessa delibera Cipe 85/2012 - il piano economico-finanziario per le sole tratte approvate e di cui si possono avviare i cantieri, e cioè esclusi i lotti 2 e 3 (approvati ma il cui avvio lavori è condizionato all'ok ai tratti 4, 5B e 7), e appunto i lotti 4, 5B e 7, ancora da approvare.

La Sat sembra intenzionata ad andare avanti anche solo su queste tratte, ma si tratta di capire se il governo (crisi permettendo), e la Regione Toscana - che ha di fatto un (quasi) potere di veto - vorranno approvare un piano finanziario solo con pezzi della nuova autostrada, lasciando ancora irrisolto il nodo dei lotti di Orbetello e per "trascinamento" quelli da San Pietro in Palizzi a Grosseto.


Resta poi da risolvere anche il nodo dei finanziamenti statali per garantire l'esenzione dei pedaggi ai residenti, ammessi dal Governo Monti in una legge di fine 2012 ma ancora materialmente da assegnare con delibera Cipe (la decisione sarebbe probabilmente contestualmente all'approvazione del piano finanziario, parte sbloccabile).


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