Lavori Pubblici

Imprese: no al taglio di 300 milioni del Dl Imu sulla manutenzione della rete

Anie/Assifer si oppone al taglio di 300 milioni di euro di investimenti per la manutenzione della rete ferroviaria disposto dal Governo con il recente decreto legge n°102 del 31 agosto 2013. Il decreto, relativo alla cancellazione dell'Imu, prevede infatti tagli significativi alla spesa nel settore ferroviario come misura di copertura finanziaria.

L'Associazione, che rappresenta l'industria ferroviaria nazionale, a cui aderiscono oltre 100 aziende di grandi, medie e piccole dimensioni, chiede con fermezza all'Esecutivo di eliminare tale disposizione in sede di conversione del decreto in legge, ciò per garantire le necessarie attività di manutenzione alla rete ferroviaria e sostenere la ripresa del settore.

Il taglio di spesa appare particolarmente preoccupante, in quanto abbatte le risorse destinate alla manutenzione della rete ferroviaria di circa il 30%. «Il provvedimento - scrive l'associazione - rappresenta inoltre un grave pericolo per la salute del comparto, già in difficoltà: una contrazione degli investimenti di questa portata avrà inevitabilmente ripercussioni importanti nel settore. Sono a rischio di chiusura infatti molte aziende dell'industria ferroviaria, i cui effetti avranno conseguenze in termini occupazionali e sociali per i circa 3.000 addetti e per le loro famiglie».

«Pur comprendendo le finalità di contenimento della spesa e la necessità di copertura della riduzione del peso fiscale sui cittadini – ha dichiarato Maurizio Manfellotto, Presidente di Assifer – non possiamo non rilevare che tagliare gli investimenti alle attività di manutenzione della rete ferroviaria significa inevitabilmente un pesante passo indietro nel campo della evoluzione del sistema di trasporto su rotaia italiano, da sempre all'avanguardia nel mondo in termini di affidabilità. La riduzione degli stanziamenti – sottolinea Manfellotto – non potrà non pesare anche sul servizio stesso e, dunque, sull'impatto verso i passeggeri. Le ricadute del Decreto Legge in oggetto sono critiche e renderanno necessarie spese ancora più ingenti e rilevanti in futuro per la manutenzione della stessa rete ferroviaria».


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