Lavori Pubblici

De Albertis: per l'edilizia prime (deboli) indicazioni di ripresa

Marco Morino

Le tendenze emerse durante l'assemblea dei costruttori della province di Milano, Lodi, Monza e Brianza

Le imprese edili delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza riunite nell'Assimpredil Ance, l'associazione che nei mesi scorsi ha dato vita alla spettacolare protesta dei caschetti gialli in Piazza Affari a Milano per denunciare lo stato di crisi gravissima in cui versa l'industria delle costruzioni in Italia, scorgono qualche timido segnale di recupero dalla lettura dei dati relativi alla richiesta di mutui da parte delle famiglie italiane. Lo dice Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance, durante l'assemblea annuale dell'associazione che si è svolta ieri a Milano (presenti tra gli altri il ministro Maurizio Lupi e il presidente lombardo Roberto Maroni).

Dopo oltre due anni di continuo decremento, per il secondo mese consecutivo la domanda di mutui delle famiglie italiane cresce: il mese di agosto ha fatto segnare un incoraggiante +4% rispetto all'agosto 2012, che segue al +2% del mese di luglio. Oltre il 75% delle domande di mutuo ha un valore inferiore ai 150mila euro. La durata del mutuo è prevalentemente tra i 25 e i 30 anni, mentre i richiedenti hanno una età compresa tra i 35 e 44 anni per il 42% e tra i 25 e i 34 anni per il 39%. «Deboli segnali – nota De Albertis – che speriamo siano anticipatori di un cambiamento di rotta. La ripresa non sarà, però, uguale per tutti i settori e per tutti i territori». Per il settore delle costruzioni, spiega De Albertis, è molto complesso fare delle previsioni perché «noi siamo legati a molti e differenti fattori: alla capacità di reddito delle famiglie, alle politiche economiche, ai mercati internazionali, ai diversi segmenti della filiera».

Il fatto, però, è che manca una vera scossa in grado di far ripartire l'economia. La cura da cavallo suggerita da De Albertis, l'animatore delle "giornate della collera" organizzate in Piazza Affari, è la stessa che circola da mesi tra gli imprenditori di Assimpredil Ance: «Servono credito e fiscalità per far ripartire la domanda, più semplificazioni e meno burocrazia per riaccendere il motore delle costruzioni, leale concorrenza per costruire il mercato del futuro. È chiaro che nessuna misura singola può essere sufficiente per far ripartire il mercato delle costruzioni, abbiamo bisogno di agire su più fronti e con differenti strumenti». Tra questi, lo strumento fiscale è certamente tra quelli decisivi. «Proprio per il ruolo di attivatore territoriale, bisogna che il gettito derivante dalla tassazione degli immobili – afferma De Albertis – rimanga al territorio, ovvero sia destinato integralmente all'ente locale in cui l'immobile è collocato, per poter essere reinvestito e generare attrattività e nuovo reddito». Secondo Assimpredil, una politica fiscale che permetta di rigenerare le città e l'ambiente di vita e di lavoro è anche una scelta di civiltà, che consentirebbe di riavvicinare il cittadino alla politica.


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