Lavori Pubblici

Ok di Bruxelles alla «golden rule», investimenti sulle reti Ue fuori dal patto di stabilità

Mauro Salerno

L'annuncio del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nell'incontro con l'Ance: «In arrivo la lettera dall'Europa, nel prossimo Cipe ok alle defiscalizzazioni per Orte-Mestre e Pedemontana piemontese»

Grandi opere fuori dal patto di stabilità. La golden rule sulle infrastrutture diventa realtà. Le spese sostenute dall'Italia per finanziare i cantieri delle reti infrastrutturali inserite nei corridoi Ue (le cosiddette Reti Ten-T) non saranno contabilizzate ai fini del rispetto dei parametri imposti da Bruxelles. L'annuncio è arrivato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nell'incontro con i costruttori dell'Ance tenutosi questa mattina a Roma. Dopo aver stigmatizzato «l'ingerenza» del commissario europeo Olli Rehn nella definizione della politica economica italiana - «come rispettare il 3% lo decide l'Italia e non un commissario», ha commentato il ministro - ecco la «buona notizia». «Arriverà tra oggi e domani una lettera da Bruxelles - ha detto Lupi - per chiarire che le risorse destinate alla realizzazione delle reti Ten sono da considerare fuori dal patto di stabilità».

In tema di grandi opere Lupi ha poi anunciato che nella seduta del Cipe convocata per il prossimo 26 settembre dovrebbe arrivare l'ok all'utilizzo dei bonus fiscali (la cosiddette «defiscalizzazioni») per lo sblocco di due grandi opere da realizzare con il contributo di capitali privati. «Il 26 settembre spero che arrivi un segnale importante sulla Pedemontana piemontese e l'Orte-Mestre», ha detto Lupi. Si tratta di sue delle quattro grandi infrastrutture candidate all'ottenimento dei vantaggi fiscali previsti dalle linee guida varate dal Cipe a inizio anno, ma sbloccate ufficialmente solo qualche settimana fa

Lupi ha incassato gli applausi e il riconoscimento del lavoro svolto da parte dei costruttori. «Finalmente è cambiata la politica economica del governo - ha detto il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti - l'edilizia è ritornata centrale, ora ci aspettiamo che la rotta giusta sia seguita anche con la legge di stabilità». Secondo uno studio dei costruttori le misure già varate dal Governo avranno una ricaduta complessiva di 19,4 miliardi tra il 2013 e il 2014. Inserendo nella legge di stabilità altri 5 miliardi di investimenti infrastrutturali, il pagamento di 10 miliardi di debiti pregressi alle imprese e la messa a regime dei bonus fiscali sulle ristrutturazioni si arriverebbe, stima ancora l'Ance, a una ricaduta di 48 miliardi con la creazione di 250mila posti di lavoro.


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