Lavori Pubblici

Ance: 30mila scuole sono a rischio
Cittadinanzattiva: rendere pubblica l'anagrafe ministeriale

Giuseppe Latour

Secondo i costruttori dell'Ance occorre varare un programma di sostituzione edilizia per almeno 15mila scuole. Ma complessivamente sono oltre 30mila le strutture a rischio sismico (24mila) e idrogeologico (6mila). L'analisi su un campione di 165 edifici scolastici in Italia condotta da Cittadinanzattiva. Il rapporto presentato oggi a Roma

Per colmare il gap dell'edilizia scolastica serve «un piano massiccio che preveda tre grandi filoni di intervento: la costruzione di nuove scuole, in sostituzione di quelle obsolete, stimate in circa 15.000 unità (un terzo del patrimonio esistente); la messa in sicurezza degli edifici esistenti; la riqualificazione energetica e gli adeguamenti funzionali degli edifici esistenti».

La valutazione dell'Ance
È questa, in estrema sintesi la valutazione dell'Ance sul fabbisogno di nuove strutture per l'istruzione in Italia. Il dato emerge dall'audizione dell'Ance presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati in svolgimento questo pomeriggio nel quadro dell'indagine conoscitiva sull'edilizia scolastica promossa dal Parlamento.

Finora, segnalano i costruttori dell'Ance, il quadro di risorse e di strumenti al servizio del fabbisogno strutturale non può dirsi soddisfacente.

L'anagrafe ministeriale dell'edilizia scolastica - progetto avviato dal 1996 con l'obiettivo di censire il patrimonio e il suo stato di conservazione - non è stata ancora conclusa.
Ma a parte questa lacuna (l'anagrafe è infatti fondamentale per valutare al meglio il fabbisogno del patrimonio), i più autorevoli centro studi lanciano l'allarme sullo stato degli edifici scolastici in Italia. Secondo il recente Rapporto Ance-Cresme sulla situazione degli edifici strategici nazionali in relazione allo stato del territorio italiano, sono oltre 24 mila le scuole che si trovano in aree a elevato rischio sismico e circa 6.250 quelle che sorgono in aree a forte rischio idrogeologico.

«Questa situazione - sottolineano i costruttori edili - è il risultato più eclatante della mancanza di una politica di manutenzione del Paese e del progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione di interventi, come quelli di messa in sicurezza delle scuole e di mitigazione del rischio idrogeologico, in grado di garantire la qualità della vita dei cittadini».

«A questa mancanza di visione e alla pesante riduzione delle risorse da destinare alla sicurezza dei luoghi in cui viviamo, si è aggiunta la scarsa capacità di attuazione dei programmi finanziati, che, peraltro, risultano frammentati e incoerenti tra loro. Ad oggi, infatti, - sottolineano sempre i costruttori edili - lo Stato ha previsto diversi programmi di investimento per la riqualificazione degli edifici scolastici, che prevedono 8 diverse fonti di finanziamento e 12 procedure attuative».

Secondo le stime dell'Ance, molte risorse rimangono ancora da attivare: il 53% dei fondi stanziati tra il 2004 ed il 2012 non è stato ancora attivato, ai quali si aggiungono 1,3 miliardi stanziati nel corso del 2013.

Il rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole
Lo stato di manutenzione delle scuole italiane continua a peggiorare. E, nel 39% dei casi, è ancora del tutto inadeguato. Cittadinanzattiva ha pubblicato questa mattina il suo undicesimo rapporto nazionale sull'edilizia scolastica. Un'indagine che ha interessato 165 scuole di 18 regioni, tutte ad eccezione di Valle D'Aosta e Liguria, ed è stata condotta attraverso 446 indicatori. Per rimediare a questa situazione l'associazione chiede al Governo di completare immediatamente l'anagrafe degli istituti.

«Pur apprezzando il grande sforzo compiuto dall'attuale Governo con lo stanziamento di fondi (150 milioni subito, 300 nel prossimo triennio), è poca cosa rispetto al reale fabbisogno. Basti pensare che il costo di un edificio scolastico di media dimensioni, antisismico, energetico, a norma costa 5 milioni di euro», afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva. Per questo è diventato vitale portare a termine e rendere nota a tutti l'Anagrafe dell'edilizia scolastica, affinché si conosca lo stato di ogni singola scuola e gli interventi da realizzare. «È indispensabile alle istituzioni – prosegue Bizzarri - per una programmazione seria e attendibile sulle scuole da sistemare e su quali priorità investire i fondi del decreto del Fare, ed è indispensabile alle famiglie per sapere in quali scuole si recano ogni giorno i nostri figli. Per questo siamo ricorsi alla procedura di accesso civico agli atti nei confronti del ministero dell'Istruzione che, entro 30 giorni, come previsto dal decreto 33/2013 sulla trasparenza, dovrà risponderci».

I dati della ricerca lanciano un allarme. In una scuola su sette ci sono lesioni strutturali evidenti, presenti in gran parte sulla facciata esterna dell'edificio, e il 20% delle aule presenta distacchi di intonaco. Muffe, infiltrazioni e umidità sono stati rilevati in quasi un terzo dei bagni (31%). Se quest'anno, come detto, il 39% delle scuole presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato, va ricordato che nel 2012 erano "appena" il 21%. La possibilità di effettuare riparazioni in situazioni di pericolo pare molto limitata. Interventi di tipo strutturale, che richiedono più soldi e tempo, sono stati richiesti nel 34% delle scuole, ma solo in un caso su quattro l'ente proprietario è intervenuto tempestivamente e nel 14% dei casi l'intervento non è, addirittura, mai arrivato.

E questi ritardi pesano ancora di più perché il 67% degli edifici monitorati si trova in zone ad alto rischio sismico e il 12% in zone ad alto rischio idrogeologico. Unica nota positiva: migliora la situazione delle certificazioni. Il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica, il 38% quello di agibilità igienico sanitaria e il 37% quello di prevenzione incendi. Lo scorso anno, solo un quarto delle scuole era in regola.

Senza contare, poi, una serie di problemi meno gravi in termini di sicurezza ma ugualmente fastidiosi per la vita quotidiana degli studenti. Il 13% degli istituti presenta barriere architettoniche e il 12% ha pavimenti sconnessi. In molti casi, poi, la vivibilità degli edifici è scarsa: il 51% di essi è senza tapparelle o persiane e il 28% ha le finestre rotte. E ancora il 10% delle sedie e dei banchi è rotto e in oltre un terzo dei casi (39%) gli arredi non sono a norma..

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Oggi sono previste tre audizioni presso la Camera dei deputati sull'edilizia scolastica, nell'ambito dell'inchiesta di iniziativa parlamentare dedicata al tema. Oltre alla stessa Cittadinanzattiva, verranno ascoltati Legambiente e l'Ance.

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