Lavori Pubblici

Per Impregilo semestrale positiva con l'alienazione di EcoRodovias

Aldo Norsa

Nell'attesa del balzo dimensionale, accogliendo nel suo seno Salini in seguito a una fusione per incorporazione che sarà approvata dall'assemblea il prossimo 12 settembre, Impregilo presenta un bilancio semestrale consolidato decisamente positivo (come da tabella a fianco), anche perché il raffronto con il primo semestre del 2012 è ricalcolato tenendo conto dell'alienazione della partecipazione nella concessionaria autostradale brasiliana EcoRodovias. Queste buone notizie dovrebbero influenzare i corsi di Borsa migliorando per la famiglia Salini gli incassi dall'imminente vendita di una parte delle azioni rastrellate durante la scalata allo scopo di ricostituire il "flottante".

Partecipazione che a metà 2013 era ben dell'88,8 per cento. Se in termini di ricavi la gestione subentrata alla famiglia Gavio non esprime ancora il meglio: a tutto giugno 2013 valgono 1.164,1 milioni (più 4,6% grazie a un settore costruzioni cresciuto del 7,7%), di cui 70% all'estero, ne esprime eccome sul fronte della redditività. L'ebit (risultato operativo) torna positivo (98,8 milioni a fronte di meno 34 milioni un anno fa) e soprattutto riappare un utile netto (132,9 milioni) che fa dimenticare la perdita (27,8 milioni) del primo semestre 2012. Questo risultato era influenzato dalle criticità riscontrate in alcuni grandi progetti infrastrutturali in America Latina (in particolare l'ampliamento del canale di Panama nell'ambito di un consorzio guidato dal gruppo spagnolo Sacyr y Vallehermoso).
Un contributo significativo viene dal risultato delle attività operative cessate (positivo per 83,2 milioni a fronte di 19,9 l'anno prima), sostanzialmente riconducibile al ripristino integrale dei valori (al netto delle imposte) delle pretese risarcitorie per il "Progetto Rsu Campania" nonché dalla citata vendita di azioni EcoRodovias.

Il primo, dopo la chiusura della semestrale, ha permesso l'incasso di 240,5 milioni, comprensivi di interessi legali. Altrettanto significativa è una posizione finanziaria netta che si mantiene positiva (per 60,1 milioni) dopo l'incasso, in gennaio, di 187 milioni per la cessione dell'ultima tranche di EcoRodovias ma la distribuzione, in maggio, di dividendi per 602,2 milioni (resi possibili dal grosso della vendita di azioni brasiliane che aveva portato la posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2012 a un attivo di 566,7 milioni). Ne consegue un indice debt/equity (felicemente) negativo per 0,04.

Particolarmente positivi sono i risultati commerciali che si giovano dell'unione delle forze tra Salini e Impregilo (dal settembre 2012, un anno prima della fusione vera e propria). Le acquisizioni nel primo semestre 2013 ammontano a 3.448 milioni, suddivise in "contracting", che passano dai 688 milioni del primo semestre 2012 ai 2.449 milioni di questo, e "concessioni" pari a 999 milioni. Quanto agli impianti (settore ormai residuale e destinato alla dismissione) le acquisizioni si limitano a 66 milioni. Di conseguenza, al 30 giugno 2013, il portafoglio ordini totalizza 20,1 miliardi (con una quota estera del 45%), di cui 11,8 nelle costruzioni (includendo gli impianti) e 8,3 nelle concessioni.
Di questo passo (tenendo anche conto di un nuovo megacontratto quale quello di una tratta della linea 3 della metropolitana di Riyadh, non incluso nel bilancio semestrale citato) il piano industriale 2013-2016 potrebbe rivelarsi addirittura "prudenziale" da "ambizioso" che era parso all'inizio (24 giugno scorso, data della sua presentazione).

E potrebbe superare gli obiettivi al 2016 che si è data la nuova realtà Salini Impregilo: un fatturato consolidato di 7,4 miliardi (a fronte di 4,1 quattro anni prima), un ebitda di un miliardo (con un margine superiore al 13,5%), un ebit superiore a 670 milioni (con un margine oltre 9%), una posizione finanziaria netta positiva per 100 milioni e un portafoglio ordini di 26 miliardi. Infatti le previste acquisizioni per 7,5 miliardi nella media del quadriennio sono ampiamente superate se si considera che già nei primi sette mesi del 2013 la sola Impregilo ne totalizza 6,3.

Ma già nei confronti internazionali il nuovo leader italiano sopravanza di gran lunga le prestazioni di Impregilo e Salini quando erano separati. Se nella classifica europea dei gruppi delle costruzioni elaborata della società Guamari, per fatturato consolidato 2012, appare 17° (il gruppo milanese da solo nel 2011 era 36°) e, non meno significativo, il posizionamento nella classifica contractor mondiali (civili e non) appena pubblicata dalla rivista Enr (dove inspiegabilmente appare il solo nome Salini), per fatturato estero 2012, migliora notevolmente: da 71° a 27°.


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