Lavori Pubblici

Prevenzione sismica, operativi i 185 milioni dell'annualità 2012

È stato firmato ieri (19 agosto) il decreto per l'erogazione di 185 milioni di euro, sulla base di quanto stabilito dal decreto del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 15 aprile 2013 (si veda a seguire il servizio publicato sul numero 29/2013 di «Edilizia e Territorio»).
Tale decreto, in attuazione a quanto previsto dal Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico (art. 11 della legge 77 del 2009), aveva ripartito i contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico relativi all'anno 2012 tra 17 Regioni italiane sulla base dell'indice medio di rischio sismico.
In particolare, sui 185 milioni di contributi disponibili per l'anno 2012, il decreto ne assegna complessivamente 169,1 (il 91,4% del totale) per interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico (o, eventualmente, demolizione e ricostruzione) su edifici ed opere pubbliche d'interesse strategico per finalità di protezione civile, nonché su edifici privati; 15,9 milioni (l'8,6%) sono invece destinati a finanziare studi di microzonazione sismica utili a una migliore conoscenza del territorio.
Calabria, Sicilia e Campania (cui sono stati destinati rispettivamente 26,4, 25,9 e 25,6 milioni) hanno ricevuto i contributi più cospicui, calcolati sulla base dell'indice di rischio, che tiene conto della pericolosità del territorio e della vulnerabilità degli edifici e delle infrastrutture, con l'obiettivo prioritario della riduzione della perdita di vite umane; il decreto assegna poi 13,4 milioni all'Abruzzo e 11,4 milioni sia all' Emilia-Romagna che al Lazio. Molise, Umbria, Marche, Basilicata, Puglia, Toscana, Veneto e Friuli-Venezia Giulia hanno ricevuto finanziamenti dai 9,4 ai 6,5 milioni, mentre Lombardia, Liguria e Piemonte hanno ricevuto rispettivamente, 2,1, 1,9 e 1,4 milioni di euro.
Questi contributi statali sono concessi alle Regioni che cofinanziano la spesa per almeno il 25% del costo degli studi di microzonazione. La parte dedicata agli interventi strutturali sarà compresa tra un minimo del 20% e un massimo del 40%, dedicata agli edifici privati. I 185 milioni sono una quota dello stanziamento complessivo di 965 milioni di euro che la legge n. 77 del 2009 ha previsto di erogare nell'arco di 7 anni per realizzare interventi finalizzati alla mitigazione del rischio sismico sull'intero territorio italiano.

IN GAZZETTA IL 10 LUGLIO LA RIPARTIZIONE TRA LE REGIONI
È stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 160 del 10 luglio 2013 il decreto del Capo dipartimento della Protezione civile (Franco Gabrielli) del 15 aprile 2013, che ripartisce tra le Regioni i finanziamenti per gli interventi di prevenzione del rischio sismico previsti dall'art. 11 della legge n. 77 del 24 giugno 2009, relativamente all'annualità 2012.
Si tratta di 195,6 milioni di euro, tranche più ricca finora assegnata: per l'annualità 2010 si era infatti partiti con 42,5 milioni, saliti a 145,1 milioni nel 2011 (fondi sbloccati con l'Opcm 4007/2012, del 7 marzo 2012), e appunto a 195,6 milioni per l'annualità 2012, livello che resterà ora invariato per i fondi 2013 e 2014, per poi ridiscendere a 145,1 milioni nel 2015 e 44 milioni nel 2016.
Il Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, prevede infatti lo stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni, per realizzare interventi finalizzati a migliorare la resistenza al terremoto di edifici esistenti, sia pubblici (in prevalenza) che privati, e per effettuare indagini di microzonazione sismica dei territori a rischio.
L'ordinanza della Protezione civile ripartisce come sempre i contributi tra le Regioni sulla base dell'indice medio di rischio sismico, privilegiando le aree a maggiore pericolosità, per indirizzare l'azione verso le riduzione delle perdite di vite umane. I contributi possono essere utilizzati solo nei Comuni nei quali l'accelerazione massima al suolo "ag" sia pari o superiore a 0,125g.
Spetta ora alle Regioni individuare la somma da destinare ai contributi per gli interventi sugli edifici privati, indicati alla lettera c), all'interno della cifra indicata in tabella nella colonna finale (lettere b e c articolo 2 dell'Opcm 52 del 20 febbraio 2013, che ha sbloccato i 195,6 milioni del 2012), da un minimo del 20% fino a un massimo del 40% del finanziamento a esse assegnato e lo comunicano al Dipartimento della Protezione civile entro 45 giorni dalla data di pubblicazione di questo decreto in Gazzetta Ufficiale.
Sempre le Regioni dovranno trasmettere alla Commissione tecnica per gli studi di microzonazione sismica (Protezione civile) gli atti per la realizzazione degli studi di microzonazione e le analisi della Condizione limite per l'emergenza (obbligatorie).
Ai Comuni spetta invece trasmettere alle Regioni: 1) le proposte di priorità su edifici pubblici strategici, con l'attestazione dell'assenza di impedimenti e la descrizione delle caratteristiche dell'immobile presenti nelle schede di verifica sismica; 2) le proposte di priorità su edifici privati, con la descrizione delle caratteristiche previste nel modello di richiesta di contributo (allegato 4 ordinanza 20 febbraio 2013, n. 52), con calcolo automatico del punteggio e del contributo massimo concedibile.


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