Lavori Pubblici

Roma, esplode il caso Metro C: il general contractor ferma i cantieri per i mancati pagamenti

Giulia Del Re

Attesi da due anni 230 milioni, ancora da firmare l'accordo transattivo approvato dal Cipe nel dicembre 2012 - Il sindaco Marino: «Non vi fermate, faremo l'accordo entro il 30 settembre»

Da mesi in attesa di risorse pubbliche, il general contractor Consorzio metro C (Astaldi, Vianini Lavori, Ansaldo STS, Cmb di Carpi, Ccc di Bologna), che sta realizzando la linea C della metropolitana nella Capitale, ha inviato una lettera al Cipe, alla Regione Lazio e al Comune di Roma per annunciare la sospensione dei lavori a partire dal 9 agosto. La linea C è una delle principali grandi opere (legge obiettivo) in corso di realizzazione in questo momento in Italia.
In piazza, questa mattina davanti al Colosseo, sono scese le imprese e i lavoratori del Consorzio che, da alcuni mesi, non ricevono lo stipendio a causa dei ritardi dei pagamenti da parte dei finanziatori della Metro C (si veda tuttavia alla fine la nota dei sindacati, che disconosce la paternità di questa manifestazione e parla di atteggiamenti del consorzio Metro C «al limite dell'attività antisindacale»).

«Roma metropolitane e il comune di Roma, quale azionista di controllo e soggetto finanziatore dell'opera - si legge nella missiva del general contractor privato - hanno rifiutato pervicacemente e illegittimamente di dare esecuzione alla transazione» nonostante «la comunicazione del ministero delle Infrastrutture di intervenuta efficacia della delibera Cipe 11 dicembre 2012» (si veda il servizio e la delibera Cipe ), nonostante «le disponibilità già in essere presso il comune di Roma».
Questo «illegittimo comportamento - si legge ancora - costituisce grave motivo di inadempimento contrattuale, ma soprattutto priva del tutto Metro C delle risorse necessarie per sostenere la prosecuzione dei lavori».
Fino al 9 agosto le imprese lavoreranno per non lasciare situazioni di pericolo nei cantieri. «Le attività di realizzazione dell'opera - conclude la lettera - saranno conseguentemente sospese a far data dal 9 agosto prossimo per consentire la preventiva messa in sicurezza dei cantieri».

In dettaglio, il Consorzio attende il pagamento di 230 milioni di euro da quasi 2 anni: precisamente da settembre 2011, epoca in cui il General contractor firmò un accordo con i finanziatori in cui venivano stabilite le modalità di erogazione di queste risorse. (Si tratta di parte dei 792 milioni di euro già deliberati dal Cipe a luglio 2010, che si sommano ai 1.830 milioni di euro già finanziati per la tratta Pantano – San Giovanni e che devono finanziare la prosecuzione del cantiere fino al Colosseo).
Nel frattempo, il Consorzio è andato avanti in autofinanziamento, aprendo linee di credito che, a quanto si apprende, superano i 200 milioni di euro. Ora, nell'impossibilità di proseguire chiedendo alle banche nuove risorse e nel dubbio che queste risorse esistano davvero e saranno realmente erogate, il General contractor ha deciso di bloccare i lavori. L'intenzione, già comunicata con una lettera inviata nei giorni scorsi, è stata ribadita anche questa mattina nel corso di un incontro tra alcuni rappresentanti del Consorzio e il sindaco Ignazio Marino, che al termine della riunione ha chiesto all'impresa «un gesto di responsabilità» affinché i lavori possano proseguire «almeno fino al 30 settembre» in attesa della risoluzione della vicenda economica.
«Pur comprendendo - ha detto Marino - le difficoltà che il Consorzio Metro C sconta da circa due anni, nella definizione di un contenzioso molto rilevante economicamente e complesso dal punto di vista giuridico, reiteriamo la richiesta, già avanzata ieri, di soprassedere alla decisione di sospendere i lavori fino al 30 settembre 2013. Ci aspettiamo un gesto di responsabilità. Entro tale data, ci impegniamo a definire la posizione dell'amministrazione di Roma Capitale, e di tutte le altre istituzioni coinvolte, in merito all'accordo transattivo del settembre 2011, mai formalmente sottoscritto da tutti gli enti finanziatori dell'opera».

L'assessore alla Mobilità Guido Improta

«Il nostro impegno é quello di far cambiare idea a Metro C sullo stop ai cantieri, almeno
posticipandolo al 30 settembre: se non sarà così l'amministrazione si costituirà in giudizio e chiederà l'adempimento contrattuale». Lo ha detto l'assessore capitolino alla mobilità, Guido Improta, che questa mattina ha ricevuto, e poi incontrato insieme al sindaco di Roma Ignazio Marino, i lavoratori della nuova linea metropolitana della capitale, che rischia il blocco dei cantieri dal 9/8. «In questa fase - ha aggiunto Improta - dobbiamo buttare acqua sul fuoco, ma stiamo parlando tra persone che sanno esattamente quali sono i diritti e i doveri di ciascuna parte dal punto di
vista contrattuale: noi ci aspettiamo che dall'altra parte ci sia un'assunzione di responsabilità». Infatti, ha spiegato l'assessore. «La decisione di chiudere i cantieri presa da Metro C é unilaterale e ingiustificata, e non vorrei che i lavoratori siano usati come uno strumento di pressione impropria: qualcuno ha forzato la mano», perché «stiamo parlando di un soggetto, il consorzio Metro C, che ha preso più di 2 miliardi di euro e se é in sofferenza economica, tanto da non riuscire a pagare 250 milioni di euro alle imprese, c'é qualcosa che non va».


Sulla manifestazione della mattina ai Fori Imperiali, rispetto alla quale le tre sigle si dichiarano del tutto estranee, Anna Pallotta della Feneal Uil, Andrea Cuccello della Filca Cisl e Mario Guerci della Fillea Cgil rendono noto: "Questa mattina le aziende presenti nei cantieri hanno prelevato i lavoratori con mezzi aziendali per condurli ai Fori Imperiali, boicottando di fatto l'assemblea. Nei cantieri sono stati persino esposti striscioni offensivi nei confronti delle organizzazioni sindacali. E' incredibile l'atteggiamento del consorzio Metro C e delle altre imprese, che consideriamo al limite dell'attività antisindacale e in spregio alle normali relazioni industriali. Stanno strumentalizzando i lavoratori a proprio uso e consumo per una battaglia nei confronti della città di cui non si comprende lo scopo ".
"Abbiamo sempre cercato con il contraente generale la costruzione di tavoli che risolvessero i problemi, creati proprio dalla tipologia stessa dell'appalto. Allo stesso modo, le inefficienze amministrative di Roma Capitale e di Roma Metropolitane degli ultimi anni hanno sempre visto il sindacato delle costruzioni attivo e propositivo ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali e di rendere, per quanto possibile, scorrevoli e certi i tempi di finanziamento e realizzo dell'opera." – aggiungono Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil – "Con il blocco delle attività di questa mattina, che rasenta una serrata, e con la manifestazione di un fantomatico comitato di società affidatarie, si rende palese che METRO C e le aziende stesse assumono non più il ruolo di soggetti economici, ma quello di soggetti politici, infischiandosene del futuro dei lavoratori e della città. Giudichiamo irresponsabile questo atteggiamento e richiamiamo tutti i soggetti a svolgere il proprio ruolo. I lavoratori e la città hanno bisogno di un piano certo sull'opera infrastrutturale più importante d'Italia, per questo non intendiamo prestare il fianco a strumentalizzazioni di sorta, e chiediamo al Prefetto, autorità terza e garante, la convocazione immediata di un tavolo"


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