Lavori Pubblici

In Toscana garanzie sui prestiti e aiuti alle famiglie per far funzionare meglio l'ecobonus statale

Iniziative per rilanciare l'edilizia: fondo social housing, garanzie per i prestiti necessari per gli interventi antisismici e di efficienza energetica, consulenza ai proprietari, edifici pubblici a energia quasi zero

Un fondo di social housing per le famiglie che non possono permettersi affitti a prezzi di mercato ne' possono accedere alle case popolari; un'accelerazione per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici; un fondo di garanzia, rivolto ai privati, per interventi di messa in sicurezza
sismica e per il miglioramento dell'efficienza energetica, per consumare meno gas ed energia elettrica e resistere meglio ai terremoti; il finanziamento per la risistemazione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica e interventi regionali pilota per la creazione di alloggi in bioarchitettura e bioedilizia da mettere temporaneamente a disposizione di famiglie in difficolta'.

Sono quattro proposte che l'assessore alla presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli, ha illustrato lunedi' scorso durante la riunione del 'tavolo per l'edilizia', riunitosi a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati. "Per battere la crisi del settore edilizio - ha detto Bugli aprendo i lavori - occorre andare oltre la logica dell'emergenza, mettendo in campo nuove idee, progetti, adeguamenti
legislativi e provando a rilanciare un comparto decisivo per l'economia della Toscana".
Un cambio di passo, accolto con favore dai rappresentanti delle associazioni di categoria del settore e delle istituzioni intervenuti alla riunione, che la Regione Toscana intende promuovere trasformando lo stesso tavolo in uno strumento permanente per l'innovazione nel settore delle costruzioni, aperto ai contributi di tutte le associazioni di categoria.

Nel dettaglio, la prima idea e' proporre la costruzione di un fondo immobiliare di social housing che veda pubblico e privati assieme - banche e imprese, Cassa Depositi e Prestiti, Camere di commercio, fondazioni - e che dia una risposta a quelle famiglie che non hanno i requisiti per accedere a un alloggio pubblico ma che sono in difficolta' ad andare sul mercato. Il fondo
consentirebbe di valorizzare immobili ora sfitti e non utilizzati, offerti con affitti calmierati a poco piu' di 400 euro al mese ma anche con la possibilita' di riscatto.

La seconda azione riguarda un'accelerazione per la trasformazione degli edifici pubblici in
immobili a consumo energetico quasi zero
.

Il terzo punto somma due mosse: le garanzie erogate da un fondo regionale per accedere ai prestiti per la messa in sicurezza degli edifici in zone sismiche e per il miglioramento dell'efficienza energetica rafforzando le detrazioni statali ora portate al 65% in 10 anni (si stima che mediamente ogni intervento possa aggirarsi tra 20 e 30 mila euro) e una task force di consulenti (attivata grazie al progetto 'Giovani Si'' e che potra' lavorare con il supporto degli
ordini professionali) in grado di permettere alle famiglie una valutazione puntuale dei vantaggi delle ristrutturazioni e degli interventi di riqualificazione. Si stima che la spesa media di ogni intervento possa aggirarsi attorno a 20-30 mila euro. Due misure, quindi, per risolvere gap di informazione e accesso al credito.

La quarta misura messa in campo riguarda, infine, il finanziamento di interventi regionali pilota per la creazione di alloggi in bioarchitettura e bioedilizia da mettere temporaneamente a
disposizione di famiglie in difficolta'. La giunta regionale ha gia' deciso un primo intervento da 13 milioni. L'obiettivo e' anche quello di sbloccare in poche settimane i 1.700 alloggi 'di risulta', la cui
ristrutturazione e' ferma a causa di difficolta' legate al patto di stabilita'.

I numeri la dicono lunga sulla crisi che sta attraversando il settore delle costruzioni, tra i piu' penalizzati dalla difficile congiuntura. A maggio l'Ance, l'associazione dei costruttori edili, ha registrato in Toscana ancora un -3% annuo tra le imprese attive (scese a 61.994) e un -8,3 tra i lavoratori (122.647).
In contemporanea, sono aumentate le ore di cassa integrazione (7,1 milioni, +10,4%), si sono contratti gli importi dei bandi di gara (-10,4%), le compravendite residenziali (-26,7%) e i prestiti bancari (-13,9%).
La crisi del settore edile e' certo la conseguenza della minore disponibilita' economica delle famiglie, costrette a rinviare i progetti per il futuro, ma anche della stretta sul credito da parte
delle banche e degli appalti pubblici che si sono ridotti, per via dei tagli e del patto di stabilita'. A questi si aggiungono i ritardi nei pagamenti, a cui governo e Regione hanno di recente messo una pezza, con 325 milioni che solo per Regione e Asl saranno entro la fine di
agosto pagati.

Contro la crisi la Regione ha proposto un cambio di passo trasformando il tavolo dell'edilizia da una risposta temporanea all'emergenza a una cabina permanente da cui lavorare per mettere in
campo nuove idee, progetti e adeguamenti legislativi. In parallelo, si sta lavorando anche alla riattivazione del tavolo regionale sul settore lapideo. La Regione Toscana investira' nel triennio 2013-2015 sul solo fronte delle infrastrutture piu' legate dei trasporti 1 miliardo e 724 milioni. Altri 23,5 miliardi riguardano, nello stesso periodo, le infrastrutture.


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