Lavori Pubblici

Tem Milano, ok all'aumento di capitale: la Provincia scenderà al 20%, salgono i costruttori

Massimiliano Carbonaro

Decolla il piano finanziario definito dopo il finanziamento statale da 330 milioni - La Provincia non sottoscriverà l'aumento, i soci privati salirano all'80%

La TEM, la nuova tangenziale di Milano, sarà sempre più "privata": con l'approvazione dell'aumento di capitale da 245 milioni, accolto ieri (31 luglio) dall'assemblea dei soci (TEM Spa - provincia di Milano - 42,4%, Impregilo 17,7%, Pizzarotti 10,1%, Autostrade Lombarde 6,7%, Coopsette 4,1%. CMB 4%, Unieco 4%, CMC 3,2%, Intesa San Paolo 1,8%, Itinera 1,8%, Satap 1%, CTE 1%, Pavimental 1%, Serravalle 0,3% e Autostrade per l'Italia 0,2) decolla il piano finanziario che tiene conto del finanziamento pubblico da 330 milioni compreso nel Dm Lupi in uscito, attuativo del Dl Fare (69/2013). Ma soprattutto si aprono le porte a una ridistribuzione delle quote che sposterà definitivamente l'asse della concessionaria verso i soci privati.

Il semaforo verde dato ieri dell'assemblea dei soci ridefinisce l'architettura finanziaria dell'opera e fornisce delle tempistiche ineludibili con alcuni appuntamenti da non mancare. Il primo passo era l'approvazione dell'aumento di capitale perché oltre a fornire liquidità ad un'infrastruttura che va verso Sal tra i 60 e i 70 milioni di euro al mese, consente di presentarsi alle banche per ottenere un prestito ponte – entità da definire – con cui poi arrivare senza tensioni finanziarie al closing del project financing previsto entro fine anno come improrogabilmente richiesto da Lupi, ma fissato per il 15 dicembre. In questo modo gli oltre 2 miliardi, compreso gli oneri, necessari sono coperti con i 330 milioni di fonte statale, i 590 milioni dell'equity, 950-1000 milioni da Cassa depositi e prestiti e dalle banche commerciali più altri 220 milioni per l'IVA.

Le conseguenze però dell'aumento di capitale arriveranno ben prima perché non tutti soci che hanno approvato l'aumento intendono sottoscriverlo. In pratica si ripeterà la stessa situazione dell'aprile scorso quando l'allora principale socio, TEM Spa, Tangenziali esterne di Milano - controllata di fatto dalla Provincia di Milano attraverso il 45,1% di Milano-Serravalle e l'8,98% di Asam la holding con cui guida le sue partecipate - che deteneva il 57% delle quote, non volle affrontare l'impegno di un aumento da 120 milioni di euro scendendo al 42,4% attuale. Pur non potendo anticipare nel dettaglio di quanto dovrebbe ridursi questa quota, si calcola che si dovrebbe attestare intorno al 20% dando l'addio a un certo tipo di politica sulle infrastrutture da parte della Provincia di Milano, che però pesa ancora tantissimo su Pedemontana visto che il principale socio è la Milano-Serravalle con il 76,4% (Asam è al 52,9% di questa società).
Ma soprattutto conclamando che in questo momento per realizzare le opere infrastrutturali la presenza del pubblico – strategica nella fase di indirizzo e autorizzazioni – diventa un peso quando ci si deve rapportare con il mondo bancario e si entra nella fase realizzativa.

Ed è proprio questo il momento che sta affrontando la TEM impegnata a fronte di una concessione da 50 anni nella realizzazione di 32 km di tratta principale più 38 km di opere connesse e 15 km di riqualificazione di arterie esistenti da completare entro Expo 2015 nella sua interezza, ma soprattutto per l'aprile prossimo per quanto riguarda l'arco TEM in cui si innesta la Brebemi.


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