Lavori Pubblici

Sequestrati a un imprenditore edile di Gela beni per 25 milioni

Gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta stanno eseguendo la confisca di beni per circa 25 milioni di euro ai danni del patrimonio di Misuuto Sandro, 34enne di Gela, imprenditore edile indiziato di appartenere all'organizzazione mafiosa di cosa nostra facente capo al clan Emmanuello.
Il provvedimento di confisca emesso tra tribunale locale riguarda due imprese operanti nel settore della produzione, trasporto e fornitura di calcestruzzo, demolizione di edifici e sistemazione del terreno, oltre beni mobili ed immobili, tutti siti in Gela.
Le indagini della Dia hanno infatti collezionato numerose prove a conferma del ruolo strategico del Missuto nel quadro dei suoi «molto stretti» rapporti imprenditoriali con i vertici della cosca Emanuello di Gela.

Più nel dettaglio è emerso come, tramite le società sequestrate, l'imprenditore, già arrestato per partecipazione ad associazione mafiosa nel 2009, riuscisse ad aggiudicarsi numerosi sub appalti e contratti di nolo, conducendo l'impresa nell'interesse di cosa nostra gelese. E proprio nell'interesse del sodalizio mafioso riscuoteva il «pizzo» dalle ditte appaltatrici e curava la loro «messa a posto».
L'elevata pericolosità sociale del Missuto trova conferma nell'applicazione nei suoi confronti anche della misura personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, per tre anni.


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