Lavori Pubblici

Mose, 14 arresti e 100 indagati nell'inchiesta sul Consorzio Venezia Nuova

E. T.

Sette arresti domiciliari e altrettanti obblighi di dimora, un centinaio di indagati, oltre 140 perquisizioni in numerosi regioni italiane. Sono le prime conclusioni dell'operazione della Guardia di finanza sul Consorzio Venezia Nuova, che attraverso numerose imprese e cooperative gestisce gli interventi di salvaguardia di Venezia, fra i quali il Mose. Le accuse vanno dalla turbativa d'asta alle fatture false, fino agli appalti non regolari. Il Mose é già finanziato per 4.934 milioni di euro, nei giorni scorsi sono state posizionate le prime quattro paratoie. L'opera verrà conclusa prevedibilmente nel 2016. Il costo totale é di 5.493 milioni di euro.

Nello specifico - informa una nota della Guardia di finanza - l'operazione,é in corso in Veneto, Lombardia, Friuli - Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania.
Tra le sette persone agli arresti domiciliari vi é anche Giovanni Mazzacurati, già presidente e direttore Generale del Consorzio Venezia Nuova, dimessosi lo scorso 28 giugno. Ai domiciliari sono finiti anche Pio Savioli, consigliere del Consorzio Venezia Nuova; Federico Sutto, dipendente del Consorzio Venezia Nuova; Roberto Boscolo Anzoletti, Rappresentante legale della Lavori Marittimi e Dragaggi s.p.a.; Mario Boscolo Bacheto, amministratore di fatto della Cooperativa San Martino s.c.a.r.l.; Stefano Boscolo Bacheto, amministratore di fatto della Cooperativa SanMartino s.c.a.r.l.; Gianfranco Boscolo Contadin (detto Flavio), Direttore Tecnico della Nuova Co.ed.mar. s.r.l..Sono, inoltre, in corso oltre 140 perquisizioni nei confronti delle società del consorzio e di altri indagati. Le indagini, che hanno preso le mosse da una verifica fiscale svolta nei confronti della Cooperativa San Martino s.c.a.r.l. di Chioggia, hanno permesso ai finanzieri di accertare l'utilizzo di una società «cartiera« austriaca, mediante la quale veniva fatto lievitare fittiziamente il costo di acquisto delle palancole e dei sassi da annegamento provenienti da una società croata, così da creare in Austria dei «fondi neri« a disposizione dei referenti della cooperativa, arrestati stamani.

I finanzieri hanno individuato il ruolo centrale, nel meccanismo di distorsione del regolare andamento degli appalti, di Giovanni Mazzacurati, che predeterminava la spartizione delle gare allo scopo di garantire il monopolio di alcune imprese sul territorio veneto, di «tacitare» i gruppi economici minori con il denaro pubblico proveniente da altre Pubbliche amministrazioni e quindi di conservare a favore delle imprese «maggiori« il fiume di soldi pubblici destinato al Consorzio Venezia Nuova.


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