Lavori Pubblici

Ance: nuovi stop agli investimenti con i tagli al Patto del 2014-2015

Alessandro Arona

L'irrigidimento del Patto di stabilità interno previsto dalla manovra Monti a partire dal 2014 (7,7 miliardi di ulteriore miglioramento dei saldi di bilancio rispetto al 2013) «rischia di annullare gli effetti positivi del Dl 35/2013 (pagamenti Pa) e di produrre effetti sempre più drammatici sugli investimenti degli enti locali».
L'allarme arriva dall'Ance, che in occasione della sua assemblea annuale, l'11 luglio a Roma, ha presentato nuovi dati e analisi sull'attuazione del Dl 35 e del ritardo nei pagamenti della Pa (il documento integrale ).

PATTO DI STABILITA'

Le leggi del 2012 imponevano per quest'anno 7,78 miliardi di ulteriore restrizione sul Patto di stabilità interno, di cui 3,38 mld a carico dei Comuni, 2,155 a carico delle Regioni a statuto speciale, 1,2 sulle Regioni e Province autonome, 0,97 sulle Province; obiettivo che è stato quasi interamente "superato" dal Dl 35, che concede 7,2 miliardi di deroga al Patto sul 2014 per pagare i debiti arretrati al 31/12/2012.
Nel 2014 torna però l'obiettivo di stringere la cinghia, e per 8,28 miliardi, che salgono a 8,5 nel 2015, senza deroghe al momento previste.
Il plafond di deroga sul 2013 (Dl 35) è stato dunque utilizzato per pagare il pregresso, ma l'Ance segnala che anche a causa della nuova direttiva che impone pagamenti entro 30 giorni (massimo 60), pena pesanti sanzioni, le Pa sono molto più attente e prudenti, e dunque frenano fin dall'inizio l'avvio di bandi e la firma di contratti, prima ancora di arrivare al mancato pagamento.

TEMPI DI PAGAMENTO
Si vedono ancora poco, secondo il monitoraggio Ance, gli effetti della direttiva Ue, in vigore dal 1° gennaio, anzi nel maggio 2013 i tempi medi di pagamento sono saliti al record di 160 giorni. Sui nuovi contratti – segnala l'Ance – c'è maggiore attenzione, dunque «si può prevedere una progressiva, ma lenta, riduzione dei tempi di pagamento», «anche se è evidente che i tempi della direttiva non verranno rispettati».

EDILIZIA, 12 MILIARDI «FUORI»
L'Ance ricorda che (da sue stime su documenti ufficiali) i crediti vantati dalle imprese di costruzione nei confronti delle Pa italiane ammontano a 19 miliardi di euro, di cui due terzi degli enti locali (comprese le Regioni). Su questi 19 miliardi, solo 7,5 saranno pagati in base al decreto 35/2013, tutti sulla prima tranche 2013 (20 miliardi su 40). Resteranno dunque senza soluzione pagamenti arretrati per lavori per circa 12 miliardi di euro.

DL 35/2013, 13 MILIARDI «FUORI»
L'Ance ha monitorato le parti del Dl 35 su cui era prevista una richiesta da parte degli enti locali di debiti da sbloccare. Ebbene, su 29 miliardi di euro "richiesti" il Mef ha stabilito che se ne potranno pagare 15,6. Resteranno dunque non soddisfatte richieste (contratti non pagati) per 13,3 miliardi.
Più o meno siamo alla metà, il che fa pensare che proiettando il dato oltre i 40 miliardi sbloccati dal Dl si arrivi effettivamente vicino ai 90 miliardi di euro di debiti pregressi stimati dalla Banca d'Italia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA