Lavori Pubblici

Deserta l'asta Milano-Serravalle, ora a rischio aumento di capitale e closing di Tem

Massimiliano Carbonaro

Doveva essere l'acquirente privato (a vendere sono Provincia e Comune di Milano), a garantire le nuove risorse equity per tangenziale e Pedemontana, per un totale di 540 milioni

L'asta lanciata da Provincia e Comune di Milano per la cessione dell'82,4% della Milano-Serravalle è andata deserta: in vendita (con un bando unico Asam e un prezzo a base d'asta di 660 milioni di euro) erano in particolare le quote detenute dall'Asam (la holding con cui la Provincia di Milano controlla le sue partecipate) pari al 52,9% e quelle del Comune di Milano pari al 18,6%. E soprattutto la società autostradale Milano-Serravalle partecipa in un intreccio di azioni alla proprietà di Pedemontana e Tem, le nuove importanti autostrade lombarde in corso di realizzazione in project financing.
Sono già due le aste per la vandita delle quote Serravalle andate deserte, ed è dunque prevedibile che si procederà con trattativa privata; meno chiari invece i risvolti nei confronti delle due tratte autostradali in costruzione, controllate appunto dalla Milano-Serravalle.
Oltre all'acquisizione delle quote, il bando imponeva all'acquirente di impegnarsi a sottoscrivere i previsti aumenti di capitale delle controllate Tem e Pedemontana per un ammontare complessivo di circa 540 milioni di euro. In tutto dunque un impegno di circa 1,2 miliardi di euro.

La gara deserta e il prezzo eccessivo
Non sono pervenute offerte per le oltre 148mila azioni della Milano-Serravalle per un valore complessivo di oltre 660 milioni di euro. Ma non è una sorpresa, i 4,45 euro ad azione da più parti sono stati considerati eccessivi, inoltre durante i sei mesi in cui la gara era aperta – il bando è di gennaio scorso – il valore della Milano-Serravalle è innegabilmente diminuito visto che la sua partecipazione in Tem è nel frattempo scesa. Ad aprile scorso infatti la Tangenziale milanese ha dovuto effettuare un aumento di capitale con un impegno che il socio allora di riferimento TE (45,1% Milano-Serravalle e per l'8,98% Asam) non è riuscito a coprire completamente, scendendo così dal 57% al 42,4% nella Tem e quindi perdendo il controllo della società.

Le difficoltà di Tem
Per altro un ulteriore aumento di capitale sempre per Tem è previsto entro i prossimi mesi con il rischio concreto che la situazione si ripeta visto che dietro la Milano-Serravalle c'è appunto Asam la controllata all'80% dalla Provincia di Milano che versando in una gravissima situazione finanziaria certamente non riuscirà ad assolvere neanche a questo impegno. Inoltre la debolezza di uno dei soci di riferimento rischia di avere pesanti ripercussioni sulla tappa più importante che attende la Tem, il closing finanziario previsto per il prossimo autunno.
Un appuntamento da non fallire perché il ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi ha già sottolineato che i finanziamenti ai project financing che saranno concessi grazie al decreto Fare, il Dl 69/2013 (per la Tem si dovrebbe trattare di 300 milioni ) decadrebbero se non si arrivasse al closing entro il 31 dicembre prossimo. Ora invece, con la gara deserta e le risorse per l'aumento di capitale che si allontanano (doveva essere il nuovo proprietario delle quote ex pubbliche vendute a sottoscriverlo) rischia di complicarsi la quadratura del piano economico-finanziario, nonostante la concessione di contributi pubblici in vista.

Le difficoltà della Pedemontana
La Milano-Serravalle è poi coinvolta nella Pedemontana di cui detiene il 76,4% la cui situazione e gli impegni finanziari sono ancora più pressanti perché questa autostrada ha un fabbisogno da 5 miliardi con un'equity da 536 milioni (versata per soli 300 milioni e considerata insufficiente dal mondo bancario) anche se al momento i problemi sono stati tacitati perché per completare il primo lotto della tratta (lavori per 629 milioni) si è consentito che l'erogazione del finanziamento pubblico (1,244 miliardi) passasse dal 30% all'80% dei Sal. Ma nel 2014 bisognerà affrontare il discorso relativo alla realizzazione del secondo lotto, che riguarda la tratta principale dell'opera da 1,7 miliardi di euro già affidati al consorzio capitanato dagli austriaci di Strabag.


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