Lavori Pubblici

Decreto «Fare», metà del fondo infrastrutture servirà a salvare cinque grandi project financing

Alessandro Arona

Circa 1,1 miliardi su 2,1 del fondo di cui all'articolo 18 servirà per far quadrare i conti di Tem (350 mln), M4 (200), Pedemontana veneta (370), Quadrilatero (50-100), Ragusa-Catania (100). A24 (91)

Circa la metà dei 2,1 miliardi di euro che l'articolo 18 del Dl 69/2013 revoca alle grandi opere in ritardo e destina al fondo "sblocca cantieri" saranno assegnati al salvataggio di project financing in difficoltà.
Queste le cifre su cui si lavora: 370 milioni alla Pedemontana Veneta, 350 alla Tem, 200 alla M4 Milano, 100 milioni per coprire la mancata "cattura di valore" del Quadrilatero, 91 milioni alla A24, almeno 100 milioni alla Ragusa-Catania.
L'altro miliardo circa andrà invece al completamento di infrastrutture pubbliche, per coprire un finanziamento mancante su un'opera da avviare o anche un extracosto su opere già appaltate. Poi il piano "ponti e viadotti" e "6.000 campanili".
Il Cipe è pronto a compensare al Terzo Valico i 763 milioni tolti, utilizzando i nuovi finanziamenti del decreto Emergenze (1,2 miliardi).

Il salvataggio dei project financing: tramonta l'ipotesi sconti fiscali, servono fondi pubblici


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