Lavori Pubblici

Pon Trasporti, riduzioni in arrivo per 743 milioni: 126 milioni di tagli veri e 617 di spese spostate dopo il 2015

Alessandro Arona

Ministeri al lavoro per inviare la proposta alla Ue entro agosto - La riduzione è dovuta al forte ritardo nella spesa e serve a finanziare gli sgravi contributivi del Dl occupazione

Il Pon (Programma operativo nazionale, fondi europei strutturali) Reti e Mobilità 2007-2013 (infrastrutture) sarà ridimensionato dagli attuali 2.576 milioni di euro a 1.833 milioni, per finanziare le misure contenute nel decreto legge occupazione (Dl 28 giugno 2013, n. 76). Un taglio di spesa di 743 milioni di euro sui prossimi due anni e mezzo (2013-2015), di cui 617 milioni saranno confermati a interventi infrastrutturali, in gran parte quelli dello stesso Pon, spostati come spesa a oltre il 2015, mentre per i restanti 126 milioni si tratterà di un taglio vero e proprio, risorse cioè che andranno a finanziare misure diverse dalle infrastrutture (gli sgravi contributivi e le misure sociali del Dl 76).

LA RIPROGRAMMAZIONE DEI PON
Il Ministero delle Infrastrutture, il Dipartimento Politiche di coesione (Dps, dipende dal Ministro Carlo Trigilia), Anas, Rfi e le Regioni interessati – questi i protagonisti della vicenda – stanno lavorando in queste settimane alla ridefinizione del Pon Reti, lavoro complesso soprattutto nella definizione di dettaglio delle opere più in ritardo e di conseguenza da definanziare sulla programmazione 2007-2013. Ma i numeri complessivi dovrebbero essere quelli indicati sopra (riduzione di 743 milioni e taglio effettivo alle infrastrutture per 126 milioni).
Il finanziamento a beneficio del decreto lavoro è già nero su bianco nello stesso Dl 76, dunque ora il lavoro da fare è "di dettaglio". L'obiettivo del Governo è di inviare le proposte alla commissione europea prima della fine di agosto, per poi averle approvate per settembre-ottobre. La gran parte delle risorse arriveranno dal Pon Reti, con contributi minori (qualche centinaio di milioni) arriveranno dalla riduzione dei Pon Sicurezza, Ricerca, Energie Rinnovabili). In tutto il decreto lavoro mobilità risorse per 1.289 milioni di euro (clicca qui peril testo e per una sintesi del provvedimento ).

IL PON INFRASTRUTTURE
Il Pon Reti e Mobilità 2007-2013 (ferrovie, strade, porti) era partito, nella versione originaria del 2007, con un finanziamento totale di 2.749 milioni di euro. Già con la riprogrammazione da 12 miliardi di euro fatta nel 2012 dal Ministro Fabrizio Barca (2,2 miliardi di vera e propria riprogrammazione di Pon e Por e 9,9 miliardi di riduzione del co-finanziamento nazionale) il Pon Reti aveva "perso" 173 milioni di euro (recuperati negli interventi del Piano azione e coesione, Pac, senza vincoli temporali di spesa al 2015).
Il Pon Reti vale dunque oggi 2.576 milioni di euro. La spesa effettiva al 30 maggio 2013 è pari al 22% di questa cifra, il dato più basso fra tutti i programmi nazionali e regionali (poco migliore il dato dei Por Campania, 23%, Calabria, 24,4%, Sicilia, 27,4%).
Il Pon Reti, rispetto al target al 30/5, ha un dato entro il margine di tolleranza, e la spesa delle tre Regioni è entro i target; ma è evidente che il basso livello assoluto e il fatto che il ritardo si concentri su grandi infrastrutture spesso ancora impantanate ha fatto propendere il Dps e il Governo sulla scelta di togliere le risorse 2007-2013 proprio dalle grandi infrastrutture per spostare su sgravi al lavoro e misure sociali. Per i Pon, come si diceva, verrà ridotto il co-finanziamento e spostata la spesa oltre il 2015, per i Por ci sarà una drastica riprogrammazione interna, sempre sul 2007-2013, dalle grandi opere a progetti a tiraggio rapido (si veda su Edilizia e Territorio numero 24). E' confermata l'intenzione, nelle regioni interessate dalla riprogrammazione (Campania, Sicilia, Calabria) di spostare risorse sui progetti del Piano Città, all'interno della graduatoria definita nel gennaio scorso dalla Cabina di Regia. Ma è ancora presto per dire di quante risorse si tratterà.

I TAGLI AL PON RETI
I 743 milioni che "usciranno" dal Pon Reti e Mobilità 2007-2013 saranno il massimo possibile taglio derivante dalla riduzione del co-finanziamento nazionale, che scenderà infatti al 25% del totale, il minimo ammesso dai regolamenti europei sul Fesr.
1) 126 milioni saranno tagli veri alle infrastrutture, risorse che andranno cioè ad altri capitoli
2) gli altri 617 milioni andranno invece sempre alle infrastrutture, ma con spesa spostata avanti negli anni.

Due le destinazioni: a) 114 milioni dovrebbero essere sostanziali conferme di progetti attualmente nel Pon, ma che a causa del ritardo non riuscirebbero a centrare l'obiettivo di spesa entro il 2015, e che dunque verrebbero spostati su una nuova tranche del Pac (Piano azione e coesione), senza vincoli temporali.
b) i restanti 500 milioni dovrebbero invece andare a progetto "a cavallo" tra la programmazione 2007-13 e quella 2014-20. Nell'ambito cioè di un progetto infrastrutturale articolato (o articolabile) in più lotti, oggi tutti inseriti sul 2007-13, una parte (in tutto 500 milioni, appunto), verrebbe spostata sul nuovo Pon Reti 2014-2020, che dovrà essere presentato a Bruxelles entro la fine dell'anno e probabilmente approvato nella prima metà dl 2014.
E' proprio quest'ultima, quella dei progetti "a cavallo" l'operazione più complessa da far digerire alla Commissione europea. Fra l'altro l'Italia sembra avere margini ridotti, forse inesistenti, di manovra con i "progetti sponda", metodo ampiamente utilizzato in passato dall'Italia per spostare i fondi strutturali, negli ultimi anni di ogni periodo, su progetti ordinari che avevano già speso, ai fini di evitare il definanziamento.

In queste settimane, dunque, Mit, Dps, Rfi e Anas sono al lavoro per definire la lista dei progetti più in ritardo da togliere dal Pon, decidendo poi che destino dare ai relativi fondi, nelle varie categorie sopra illustrate.
Un lavoro complesso, perché gli stessi dati sulla spesa opera per opera, raccolti dal Dps e diffusi su www.opencoesione.gov.it su iniziativa dell'allora Ministro Barca, non sono del tutto affidabili, e anzi in alcuni casi danno per ferme allo 0% opere che sono in fase avanzata, come evidenziato da "edilizia e Territorio" sul numero 24. E' in corso dunque una intensa e a tratti affannosa ricerca di monitoraggi dettagliati e affidabili sulla spesa e le prospettive di ogni singola opera, per poi deciderne il destino, entro un mese circa.


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