Lavori Pubblici

Controlli nell'edilizia: irregolare il 62% delle imprese

Sono 65.589 le imprese ispezionate nei primi tre mesi dell'anno dal Ministero del Lavoro insieme agli enti impegnati nell'attività di vigilanza e le forze dell'ordine (+7% rispetto alle ispezioni dello stesso periodo del 2012): il 62% di queste sono risultate irregolari. Lo comunica il dicastero.
«Uno sforzo straordinario nonostante la scarsità di risorse a disposizione», ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini. Nel ribadire l'impegno per il raggiungimento degli obiettivi per l'anno 2013, circa 240.000 ispezioni concentrate verso forme di
irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro, il ministro ha ricordato le misure contenute nel DL 76/2013 appena approvato, tra cui l'importanza attribuita alla tutela dei lavoratori sotto il profilo della regolarità contrattuale e in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo proposito, ha ricordato Giovannini, il decreto prevede che la rivalutazione del 9,6% delle sanzioni in caso di irregolarità sia in parte utilizzata per progetti e azioni rivolti alla sicurezza.

Tra i risultati del primo trimestre, si rileva una diminuzione del lavoro nero (-8% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente), con l'accertamento di 21.866 lavoratori
totalmente sommersi. Per quanto riguarda l'incidenza del lavoro irregolare per settore, la maggiore concentrazione si conferma nell'edilizia (55% delle aziende ispezionate), in
agricoltura (50%) e nel settore terziario e industriale (entrambi con il 46%). Tra le varie tipologie di violazione, le forme di «decentramento produttivo» irregolare (appalto e somministrazione illecita) raggiungono i livelli più preoccupanti, con 4.900 violazioni (+96% degli illeciti rilevati rispetto all'analogo periodo dell'anno 2012).


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