Lavori Pubblici

Impresa Spa chiede l'amministrazione straordinaria della legge Marzano

Silvia Pieraccini

Stato di insolvenza da oltre un anno e debiti per oltre 300 milioni i presupposti del Dl 49/2004 - Nel portafoglio la tranvia di Firenze (lotti 2 e 3), un lotto del Quadrilatero, i metrò di Napoli e Genova, la Lioni-Grottaminarda

Tenta l'ultimo salvataggio Impresa spa, l'azienda di costruzioni dell'imprenditore napoletano Raffaele Raiola, general contractor specializzata nella realizzazione di grandi opere, da tempo in crisi di liquidità. L'ultima mossa, giocata il 1° luglio, è la richiesta al ministero dello Sviluppo economico di accedere all'amministrazione straordinaria, la cosiddetta Legge Marzano per i grandi gruppi in stato di insolvenza. I requisiti per l'ammissione sono avere 500 dipendenti (Impresa ne ha 560) e almeno 300 milioni di debiti (Impresa ne ha di più, ma non fa sapere quanti).

La richiesta di amministrazione straordinaria arriva dopo la presentazione – fatta al Tribunale di Roma il 5 marzo scorso – del concordato "in bianco" e dopo il dialogo avviato con le banche per la ristrutturazione del debito: dialogo che, evidentemente, non dev'essere andato a buon fine, visto che la società fa sapere che la domanda di concordato sarà ritirata nei prossimi giorni (il 3 luglio), per mandare avanti appunto quella di amministrazione straordinaria.

Se l'azienda sarà ammessa alla procedura, il ministero nominerà dunque un commissario straordinario che ne deciderà il destino, imboccando le strade della ristrutturazione del debito o della (probabile) cessione degli asset.

«La decisione del management di ricorrere alla domanda di ammissione alla Legge Marzano è dovuta alla crisi di liquidità generata dai forti ritardi nei pagamenti da parte delle committenti pubbliche e private», sottolinea un comunicato dell'azienda, che nel giugno 2011 aveva rilevato il ramo Infrastrutture di Btp accollandosi debiti legati alle commesse pubbliche per 275 milioni di euro.

Oggi Impresa spa – 380 milioni di fatturato nell'ultimo bilancio – ha in portafoglio commesse per 1,7 miliardi, tra cui un maxilotto del Quadrilatero Umbria-Marche, le metropolitane di Napoli e Genova, la Lioni-Grottaminarda e le linee 2 e 3 della tramvia di Firenze. Proprio i lavori della tramvia – inaugurati con la posa della prima pietra da Raiola e dal sindaco di Firenze Matteo Renzi nel lontano novembre 2011 – non sono mai realmente partiti (prima a causa dei ritardi pubblici nella definizione del tracciato, poi per le difficoltà delle imprese a ricontrattare il finanziamento bancario e a firmare il closing), e da tempo a Firenze si erano fatte sempre più insistenti le voci di cessione della commessa ad altra società.
Le difficoltà investono da lungo tempo anche la forza lavoro, in gran parte in cassa integrazione con inevitabili effetti sui cantieri. Ora il destino di Impresa spa, colosso su cui ha pesato il forte indebitamento aggravato dalla crisi e dalle condizioni di mercato, è appeso alle decisioni del Governo e dell'eventuale commissario straordinario.


© RIPRODUZIONE RISERVATA