Lavori Pubblici

Nasce Salini Impregilo Spa: dalla fusione dei due big un gruppo da 7,4 miliardi

Mauro Salerno

I consigli di amministrazione delle due società hanno approvato il progetto di fusione che sarà efficace dal 2014. A Salini Costruttori una quota dell'89,95% del capitale, il restante 10,05% di altri azionisti

I consigli di amministrazione di Impregilo e Salini hanno approvato ieri il progetto di fusione inversa per incorporazione di Salini in Impregilo, con un rapporto di concambio di 6,45 azioni Impregilo ogni azione Salini. Lo comunicano le due società in una nota diffusa ieri, in tarda serata, precisando che la società quotata si chiamerà «Salini Impregilo spa».

Le assemblee che dovranno ratificare l'operazione sono previste a settembre. Nella nota si afferma che la fusione sarà perfezionata al più tardi entro fine anno, con efficacia dall'1 gennaio 2014. Post operazione l'azionariato vedrà Salini Costruttori con una quota dell'89,95% del capitale, il restante 10,05% di altri azionisti.

Il «Campione nazionale» delle grandi opere diventa così realtà a tre mesi dall'Opa di Salini su Impregilo. «È una grande soddisfazione per tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto importantissimo, che vede la creazione di un player mondiale nel settore delle infrastrutture
con benefici per i clienti, i dipendenti e per il Paese», commenta Pietro Salini, amministratore delegato di Salini e di Impregilo.

L'obiettivo della fusione, prosegue la nota, é un gruppo da 7,4 miliardi di ricavi nel 2016 (+16%), con l'incidenza dell'Ebitda e dell'Ebit sui ricavi rispettivamente a oltre il 13,5% e 9%. La raccolta ordini medio annuo nel periodo sarà pari a 7,5 miliardi, con un book-to-bill (rapporto nuovi ordini/ricavi) costantemente superiore a 1. Il portafoglio ordini é in crescita del 30% raggiungendo circa 26 miliardi a fine 2016, con l'attuale portafoglio ordini che supporta oltre il 60% dei ricavi nell'orizzonte del piano.

Sono state stimate sinergie da integrazione per quasi 100 milioni a regime mentre in modo prudente il piano industriale prevede costi straordinari per circa 20-30 milioni tra 2013 e 2014. La gestione operativa in espansione, prosegue la nota, permetterà il finanziamento interno degli investimenti industriali, che ammonteranno nell'arco del piano a circa 1,3 miliardi di euro. La posizione finanziaria netta è attesa in pareggio dal 2014, positiva per 300 milioni al 2016 prima della distribuzione dei dividendi.


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