Lavori Pubblici

Meno cantieri con i fondi Ue: taglio per le grandi infrastrutture, entrano città e opere incompiute

Alessandro Arona

Il ministro Carlo Trigilia alla Camera: riprogrammazione 2007-2013 da 4 miliardi di euro, un miliardo da Pon nazionali (700 milioni dal Pon Reti) e 3,1 dai Por di Campania, Sicilia e Calabria

Taglio alle risorse per le grandi infrastrutture (ferrovie, strade, porti, metropolitane) nella fase finale della programmazione europea 2007-2013 (spesa da effettuare entro il 2015, che per l'Italia significa risorse Ue e nazionali ancora da spendere per 29,7 miliardi di euro). E spostamento di tali fondi su progetti a tiraggio più immediato e certo, e con immediati effetti anti-crisi: riduzioni fiscali per l'assunzione di giovani, lotta alla povertà estrema, aiuti alle Pmi e alle start up; ma anche Piano città, opere pubbliche incompiute, efficientamento energetico edifici pubblici.
L'intenzione del Governo di riprogrammare in modo profondo i Pon e i Por 2007-2013, anticipata da «Edilizia e Territorio» sul numero 22/2013, è stata confermata ufficialmente dal Ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia in audizione alla Camera, alle Commissioni Bilancio e Politiche dell'Unione europea.

Il testo integrale dell'audizione

L'operazione vale in tutto almeno 4,1 miliardi di euro, con fondi riprogrammati per un miliardo di euro dai Pon (Programmi operativi nazionali) e 3,1 miliardi dalla revisione dei Por (regionali) di Campania, Sicilia e Calabria.

Ad essere in ritardo, rispetto agli obiettivi di spesa entro il 2015, sono soprattutto le opere ferroviarie di Rfi, le strade dell'Anas, alcuni interventi di potenziamento portuale, potenziamenti delle metropolitane e delle reti ferroviarie regionali. Ma anche interventi contro il dissesto idrogeologico e opere idriche.
La maggior parte di questi progetti non saranno fermati, ma saranno semplicemente rinviati al futuro, visto il basso tiraggio di spesa effettiva; in parte riducendo il co-finanziamento statale, e sgravando le risorse così "liberate" dal vincolo di spesa al 2015; e in parte definanziandole sul ciclo 2007-2013, ma rifinanziandole con i programmi 2014-2020, da definire e far approvare dalla Commissione europea entro la fine dell'anno.

FASE UNO, TAGLI AI PON E PIANO LAVORO
Una prima fase - ha spiegato il Ministro Trigilia - è in fase di definizione già in questi giorni, e serve a finanziare il decreto legge sull'occupazione in preparazione da parte del Ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Con il meccanismo della riduzione del co-finanziamento nazionale, saranno tagliati fondi per un miliardo di euro da programmi nazionali, in gran parte (700 milioni) a carico del Pon Reti e Mobilità (ferrovie, strade, porti, a cura del Ministero delle Infrastrutture), e poi a carico del Pon Sicurezza (206 milioni), del Pon Energia (32 mln) e Ricerca (62).
Le risorse (il miliardo di euro) andranno a sgravi fiscali per l'assunzione di giovani, incentivi all'autoimpiego e alla costituzione di cooperative di giovani, borse di tirocinio per i giovani, misure per la lotta alla povertà estrema.

FASE DUE, TAGLI AI PIANI REGIONALI E NUOVE DESTINAZIONI
In tempi meno immediati (entro l'estate, comunque), saranno riprogarmmati - in accordo con la Commissione europea - i Por fesr di Campania, Sicilia e Calabria, per un valore di 3,1 miliardi.
Il Ministro Trigilia ha comunque parlato di controlli dettagliati in corso, che potrebbero portare a cifre più alte di risorse da tagliare e riprogrammare.
I fondi tolti alle grandi infrastrutture andranno - ha spiegato il Ministro - a questi filoni di spesa:
1) progetti del Piano Città da parte di Comuni nelle tre regioni interessate, presentati al 10 ottobre scorso al Mit e non finanziati dalla Cabina di regia, purché si tratti di progetti interamente spendibili entro il 2015.
2) completamento di opere "incompiute", come monitorate nel Dm Mit 13 marzo 2013, n. 42.
3) efficientamento energetico degli edifici pubblici.
4) rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia e ricapitalizazione del Confidi

INFRASTRUTTURE, IL BILANCIO
I tagli alle infrastrutture dovrebbero riguardare la quasi totalità della parte tagliata, circa 4 miliardi di euro, mentre tra le nuove destinazioni la parte edilizia-infrastrutture dovrebbe ammontare a circa 2,5 miliardi.


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