Lavori Pubblici

Bulgaria, la Daneco fa ricorso nella gara da 100 milioni per l'impianto rifiuti di Sofia

Alessandro Lerbini

Finisce in tribunale l'assegnazione dell'appalto del nuovo impianto rifiuti di Sofia (Bulgaria). A fare ricorso è la Daneco di Milano, che insieme alla locale Stanilov ha partecipato alla gara dal valore di 102 milioni.
Il progetto consiste nella progettazione e realizzazione di un sistema impiantistico integrato per la gestione dei rifiuti solidi urbani della capitale bulgara in modo da permettere alla città di adeguarsi alla normativa europea in tema di trattamento dei rifiuti.
La realizzazione del complesso prevede un investimento complessivo di circa 180 milioni di euro di cui l'80% circa finanziato dall'Unione Europea. Per la fase 1 del progetto si stima un investimento di circa 102 milioni.

L'OPERA
Il progetto complessivo è stato suddiviso dalla municipalizzata di Sofia in tre distinte gare d'appalto che prevedono:
1) progettazione e costruzione di un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) dei rifiuti in grado di trattare 410.000 tonnellate/annue da realizzare presso il sito di Sadinata. Questo impianto sarà in grado di trattare i rifiuti in modo da ottimizzare l'attività di recupero del materiale (metalli, plastica e carta) da destinare a riciclaggio. L'impianto prevede un processo di separazione manuale e meccanica dei materiali con un trattamento aerobico della frazione umida. A valle del processo saranno prodotte 123.000 tonnellate/anno di combustibile derivato da rifiuto (utilizzato come combustibile in cementifici), 60.000 tonnellate all'anno di compost (prodotto utilizzato come ammendante in agricoltura), 154.000 tonnellate di rifiuto biostabilizzato maturo e almeno 4.600 tonnellate di materiale recuperato.
Tale tipologia di trattamento permetterà di ridurre di circa il 32% il quantitativo di rifiuti che oggi confluiscono in discarica.

2) discarica di servizio da utilizzare a valle del trattamento sopra descritto con una capacità complessiva di 2.825.000 m3 su una superficie di 14 ettari.

3) sito per il compostaggio della frazione verde da raccolta differenziata per una capacità annua di 20.000 tonnellate e impianto per il trattamento della frazione organica della raccolta differenziata per 24.000 tonnellate annue da realizzare presso il sito di Han Bogrov.

I FATTI
«Per la realizzazione dell'impianto TMB - fa sapere la Daneco in una nota - nel 2009 è stata indetta una gara pubblica che è stata annullata su intervento della UE a causa di irregolarità riscontrate in fase di aggiudicazione. Nel corso del 2012 è stato pubblicato un nuovo bando di gara a cui hanno partecipato vari raggruppamenti di imprese; tale gara è stata aggiudicata il 26 aprile di quest'anno ad Actor – Helektor (Grecia). I raggruppamenti che hanno partecipato all'offerta sono stati 11, di questi 3 sono stati esclusi all'apertura della busta amministrativa, due sono stati eliminati dopo l'apertura della proposta tecnica, vi sono quindi stati degli approfondimenti con richieste relative ad aspetti tecnici specifici e sulla base delle risposte fornite è stato eliminato un raggruppamento (Daneco-Stanilov). Ad esito dell'apertura della busta delle offerte economiche sono stati eliminati altri 3 gruppi e infine la commissione ha assegnato la gara al raggruppamento greco Actor – Helektor con un unico altro gruppo, Sadinata 2012 – Hochtief, rimasto in gara».

A seguito della pubblicazione della decisione finale, ci sono stati 10 giorni di tempo per fare l'appello sull'assegnazione. L'unico raggruppamento a proporre appello (accettato con tempi ristrettissimi) è stato la Joint Venture Stanilov-Daneco, esclusa a seguito di considerazioni nella valutazione della proposta tecnica.

«Il nostro raggruppamento - afferma la Daneco - ritiene inaccettabile l'esclusione e rileva numerose anomalie nelle modalità di assegnazione della gara. Dopo l'analisi iniziale della documentazione, sono state fatte domande specifiche di approfondimento a tutte le società che avevano presentato una soluzione con valori inferiori/superiori per oltre il 30% rispetto ai valori proposti dagli altri concorrenti, sulle 4 sezioni di valutazione: recupero materiali riciclabili, consumi elettricità, consumo acqua e consumo carburante. Le spiegazioni presentate da Daneco-Stanilov in merito alla quantità di materiali riciclabili non sono state accettate dalla Commissione nonostante la soluzione impiantistica presentata dalla JV sia già stata utilizzata e validata da numerosi altri impianti in Europa. La decisione della Commissione appare puramente soggettiva e legata ad una presa di posizione molto locale e inaspettatamente ostile ad una soluzione innovativa in termini di miglioramento delle performance.
La proposta tecnologica di Daneco-Stanilov è valida e non è stata accettata per ragioni non sostenibili, nonostante fosse la miglior proposta in termini di ottimizzazione dei risultati quale maggior quantitativo di materiali di recupero, minimizzando così la quantità di materiali da avviare a smaltimento in discarica. Inoltre ci sono anche anomalie politiche: nell'assegnazione della gara sono state rilevate molte anomalie attribuibili a gruppi partecipanti che però non sono stati esclusi come invece è successo al raggruppamento Daneco-Stanilov».

Anche in Bulgaria sono stati sollevati pubblicamente vari dubbi sulle correttezze nell'aggiudicazione della gara e attualmente la JV Daneco-Stanilov è in attesa per la prima udienza presso il Tribunale di Sofia che prenderà in esame l'appello proposto dalla JV; contestualmente i legali della JV dovrebbero avere accesso agli atti della Commissione per avere un quadro più dettagliato rispetto a quanto accaduto.


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