Lavori Pubblici

Da Napoli al comune di Casei Gerola, ecco dove sono finiti i 3,6 miliardi di Cassa depositi e prestiti

Massimo Frontera

Pubblicato l'elenco dei 1.508 enti locali che hanno ottenuto una "fetta" dei 3,6 miliardi concessi da Cdp per pagare i debiti (e non solo)

Napoli e Roma "sbancano" Cassa depositi e prestiti, aggiudicandosi, rispettivamente, oltre 593 milioni il capoluogo partenopeo e quasi 350 milioni la Capitale (per l'esattezza 348,5 milioni). Le due città sono in cima alla lunga classifica dei 1.508 enti locali che sono riusciti ad aggiudicarsi una "fetta" - più o meno ampia - dei 3,6 miliardi di anticipazioni concesse dal decreto 35/2013 sblocca-pagamenti, convertito in legge ieri alla Camera.

L'iniezione di liquidità da parte di Cdp (che per gli enti locali si conclude qui, salvo l'improbabile, almeno per ora, rifinanziamento dei 400 milioni dirottati al rimborso dei Comuni) è la misura più concreta varata dal decreto 35. Un fiume di denaro che sta affluendo alle a centinaia di casse comunali di enti locali "spompati".

Al terzo posto della lunga "classifica" pubblicata dalla Cassa depositi c'è un'altra grande città: Torino, che ha ottenuto 238,6 milioni. Subito dopo Reggio Calabria che strappa a Cdp 187,5 milioni (ma ne aveva chiesti 300). Poi ancora un'altra città del Sud, Salerno, che ottiene 57,5 milioni.

Tra i big si inserisce anche il Comune di Pomezia, che ottiene 56 milioni (sui 90 chiesti). Al settimo posto della classifica nazionale si trova il comune ragusano di Modica (55mila abitanti) che riceve da Cdp 40,3 milioni.

Per incontrare un capoluogo di Regione si deve scendere al decimo posto, dove c'è Potenza che ha ottenuto quasi 27,3 milioni di euro, arrivando però dopo il comune salernitano di Nocera Inferiore (con 35,5 milioni) e quello napoletano di Pozzuoli, con 29,5 milioni.

Tra la top-20 si trova il comune calabrese di Scalea (Cosenza) di 11mila abitanti: ottiene 21,5 milioni. Il comune siracusano di Augusta ottiene 15,3 milioni, un valore che lo colloca al posto numero 19 su della lista dei 1.469 enti locali che hanno ottenuto soldi da Cdp.

Merita menzione l'ultimo comune in classifica, Casei Gerola, piccolo centro di 2.500 abitanti circa in provincia di Pavia che ha chiesto poco - appena 3.728 euro - e ha ottenuto ancora di meno: 2.330,04 euro.

Sorprende anche la lista delle 15 Province che hanno ottenuto anticipazioni da Cdp. La classifica è guidata da Ascoli Piceno (10,2 milioni), e seguita a poca distanza da tre amministrazioni del Mezzogiorno: Siracusa (9,4 milioni), Potenza (9,3 milioni) e Cosenza (7,3 milioni).

La Cdp ha distribuito 3,6 miliardi che resteranno la cifra definitiva dopo il taglio secco della seconda tranche di 400 milioni avvenuto lunedì sera al Senato. Lo "scippo" alle imprese avviene proprio dove maggiormente duole la ferita dell'insufficienza di risorse: le richieste provenienti dagli enti locali ammontavano a 5.760 milioni. È stato possibile accontentare, quindi, solo il 62,5% delle richieste, in misura proporzionale alle domande di ogni singolo ente locale.

Dei 3,6 miliardi 3.520 milioni vanno a 1.469 Comuni (351 al nord, 293 al centro, 825 al sud), 69 milioni a 15 province (3 al nord, 3 al centro, 9 al sud), 11 milioni a 24 unioni di comuni o comunità montane (2 al nord, 10 al centro, 12 al sud), come sintetizza uno studio dell'Ance.

La ripartizione regionale evidenzia come siano Campania e Lazio a fare la parte del leone, rispettivamente con 1.180 e 736 milioni di anticipazioni assegnate. Seguono quattro Regioni del Sud: la Calabria con 526 milioni, 403 alla Sicilia, 300 al Piemonte, 111 alla Puglia. Tutte le altre regioni stanno sotto i 70 milioni.


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