Lavori Pubblici

Sciarrone (Ntv): «Senza Autorità dei Trasporti non c'è concorrenza»

Giuseppe Latour

«È passato un anno e mezzo dal decreto del governo Monti e l'Autorità dei trasporti non parte. Spero che questa situazione cambi presto». L'amministratore delegato di Ntv Giuseppe Sciarrone chiama il governo Letta a fare un passo avanti, nel corso della conferenza sul quarto pacchetto ferroviario e le liberalizzazioni in Europa, organizzata da Federmobilità presso il ministero delle Infrastrutture a Roma.

L'analisi del tema della liberalizzazione del mercato delle ferrovie è legata a filo doppio con quella dell'Autorità. E lo afferma lo stesso Fabio Croccolo, direttore dell'ufficio regolazione dei servizi ferroviari del ministero delle Infrastrutture che, di fatto, svolge oggi dal dicastero di Porta Pia i compiti di vigilanza che dovranno passare, in un futuro prossimo, all'Authority. «Innanzitutto penso che dobbiamo farlo perché ce lo chiede il recast delle direttive ferroviarie, ma dobbiamo anche farlo perché ormai nel settore tutti ragionano in termini di concorrenza tra le diverse modalità; un soggetto che regola solo un tipo di trasporto è irrimediabilmente zoppo».

Ma l'Autorità, dopo essere stata istituita dal governo Monti, è rimasta ferma per più di un anno, in attesa di nomine che non sono mai arrivate, a causa delle divergenze tra la maggioranza e lo stesso esecutivo. Adesso l'azione del nuovo governo pare orientata a sbloccare la situazione, a partire dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. E Sciarrone se lo augura: «Mi pare che ci siano create le condizioni per attivare l'Autorità. D'altronde si tratta di uno snodo fondamentale per la concorrenza nelle ferrovie. E' ridicolo pensare ancora di restare senza».

A cascata, subito dopo, potranno essere risolte molte partite, strategiche per il settore. Come quella della separazione proprietaria dell'infrastruttura: «Per me è nel futuro inevitabile delle ferrovie italiane – prosegue Sciarrone –. Non dico che sia tecnicamente semplice da realizzare ma è arrivato il momento di decidere se vogliamo attuarla o vogliamo abbandonare l'idea, perché l'incertezza che c'è in questa fase fa male a tutti».

E, poi, ci sarà anche da sciogliere il nodo dell'apertura della piena concorrenza in tutti i segmenti del mercato. Su questo fronte la pressione europea è destinata a farsi sempre più forte, nel quadro del lavoro di preparazione del quarto pacchetto ferroviario. «In alcuni casi abbiamo anticipato le liberalizzazioni – spiega il professore di Pianificazione del sistema dei trasporti Ennio Cascetta -, come per l'alta velocità dei passeggeri, in altri siamo ancora indietro. Penso alle linee non autosufficienti dal punto di vista commerciale o al trasporto regionale, sul quale non sono ancora arrivate le gare». La nuova direttiva europea potrebbe indurre qualche cambiamento. «Nel Parlamento europeo ci sarà un dibattito acceso, mi auguro che l'Italia partecipi».


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