Lavori Pubblici

«Investimenti fuori dal patto di stabilità»

«Chi sostiene la tesi che si debba tornare sopra il 3% non ha la piena percezione del contesto e delle conseguenze che questo determinerebbe», ma «adesso si aprono alcuni margini, innanzitutto di tipo politico e strategico», grazie a cui porre in primo piano una maggiore attenzione ai problemi della disoccupazione, soprattutto giovanile, in vista del Consiglio europeo». Lo afferma il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni in un'intervista al Sole 24 Ore in cui sottolinea la necessità di ridurre gli sprechi e trovare fondi per far ripartire la crescita.
Dopo la chiusura della procedura d'infrazione per deficit si aprono prospettive per gli investimenti. «Sarà possibile dedurre dal computo del deficit la quota nazionale di
cofinanziamento dei fondi strutturali europei. Investimenti che dovranno essere connessi all'attuazione delle riforme strutturali», dice Saccomanni.
«Puntiamo alla maggiore utilizzazione dei fondi della Bei, che potranno essere utilizzati sotto forma di finanziamenti diretti alle banche perchè si traducano in altrettanti prestiti
alle piccole e medie imprese», prosegue il ministro. Per le aziende «puntiamo anche sul Fondo centrale di garanzia. Intendiamo rafforzarlo e garantire un accesso più ampio al credito delle Pmi. Anche in questo modo, oltre che con i pagamenti dei debiti della Pa, sarà possibile ridare liquidità
alle imprese, senza pesare direttamente sul deficit».
Per le coperture, «sia il finanziamento degli interventi che vareremo nelle prossime settimane sia la copertura delle riforme strutturali li individueremo attraverso due canali: la
spending review e il taglio delle agevolazioni fiscali», dichiara Saccomanni, che parla di una «corsia rapida per il fisco semplificato», individua in «casa, lavoro, riforme strutturali»
le priorità di una strategia fiscale e spiega che sulla riduzione del cuneo fiscale «per ora non ci sono grandi margini». Quanto all'aumento dell'Iva, «stiamo valutando tutte le
soluzioni, compresa quella di un intervento selettivo».
Nell'intervista Saccomanni sostiene l'idea di un «metodo nuovo"«per la crescita. «Va cancellata la dicotomia tra i cosiddetti ministri di spesa e il ministro dell'Economia. Fermo restando che sono io ad autorizzare la spesa - dichiara - ho detto chiaramente ai ministri di contribuire a individuare le coperture in contropartita alle richieste che vengono avanzate, cominciando ad esempio a ridurre gli sprechi. Penso poi a una vera e propria cogestione, in sede politica, che passi anche attraverso il pieno coinvolgimento delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato».


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