Lavori Pubblici

Cipe, proroga di sei mesi per le delibere Fas frane e depuratori. Vendola: troppo stretto

«Ho sottoposto a Enrico Letta un tema sconosciuto: nella riunione del Cipe dell'8 marzo, a Camere ancora non operative, si é deciso che le risorse Fas devono essere vincolate entro il 31 dicembre 2013». Lo ha riferito ieri (lunedì 27 maggio) il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, lasciando Palazzo Chigi dopo l'incontro con il governo.
«In sei mesi - avverte Vendola - decine di miliardi non possono essere trasformate in progetti esecutivi o in bandi di gara. Qualcuno - prosegue il leader di Sel - ha deciso di sottrarre alle Regioni miliardi di euro per poi dare alle Regioni la colpa di non averli saputi spendere».

In realtà l'8 marzo scorso il Cipe non ha posto un nuovo termine, ma ha semmai prorogato di sei mesi il termine già fissato da precedenti delibere al 30 giugno 2013 per l'assunzione di impegni giuridicamente vincolanti. La questione riguarda inoltre non tutti i fondi ex Fas (ora Fondo Sviluppo e coesione) ma solo le due note delibere 20 gennaio 2012 n. 8 (Frane e versanti) e 30 aprile 2012 n. 60 (Depurazione), che sbloccavano interventi rispettivamente per 750 e 1.819 miliioni di euro; e che fissavano appunto il termine del 30 giugno2013 per l'assunzione di impegni giuridicamente vincolanti.
In seguito, dalle ricognizioni del Ministero dell'Ambiente e della Coesione, era emerso però il grave ritardo dei vari soggetti responsabili (Regioni, enti locali, Ato idrici) nel far partire gli interventi, con il risultato che l'obiettivo del 30 giugno 2013 era risultato impossibile da rispettare. Da qui la proroga. Che però deve apparire alle Regioni del Sud (quelle coinvolte) ancora troppo breve.


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